IL CASO
Una transenna, una pattuglia della polizia locale e l'assessore alla

3 Minuti di Lettura
Venerdì 5 Febbraio 2021, 05:00

IL CASO
Una transenna, una pattuglia della polizia locale e l'assessore alla sicurezza Luca Merli a vigilare di persona: immediata la risposta del Comune al party alcolico senza mascherine andato in onda sotto le Logge di Braccio nel tardo pomeriggio di mercoledì.
Nella giornata di ieri l'area di fianco alle scale del Duomo e a due passi dalla Fontana Maggiore è stata perimetrata per impedire ai gruppi di persone di entrare e bivaccare all'interno. Una misura che si è resa necessaria anzitutto perché, se fino a un anno fa i party improvvisati con tanto di percussioni e strumenti musicali erano soltanto una questione di disturbo alla quiete pubblica, oggi gli assembramenti diventano un'emergenza sanitaria. E anche per dare una risposta forte ai cittadini che hanno visto foto e video dei party anche sui social e non hanno per nulla gradito.
C'è di più. Pare che il raggruppamento di mercoledì sera sotto le Logge di Braccio non si sarebbe formato per caso. Si tratterebbe infatti di un gruppo di persone tra loro conoscenti e che più volte si sarebbero riunite in varie zone del centro senza rispettare quelli che sono i vincoli e le restrizioni imposte dall'emergenza pandemica. Violando due tra le principali regole poste per provare a frenare il contagio: anzitutto quella di avere indosso la mascherina anche all'aperto e di rispettare il distanziamento di almeno un metro tra le persone, e in secondo luogo quella di non consumare cibi e bevande in strada o in luoghi pubblici. Proprio per evitare il formarsi di assembramenti.
«Siamo a conoscenza della presenza di questo e altri gruppi di ragazzi che già dall'estate si sono caratterizzati per il non completo rispetto delle normative anti Covid - conferma l'assessore Merli - e siamo al lavoro da tempo per cercare di limitarne la pericolosità da un punto di vista sanitario e di possibile aumento della diffusione del virus».
Non a caso, infatti, l'ordinanza adottata sabato scorso (che ha creato un certo malumore tra i perugini ma purtroppo resa necessaria dalla non diminuzione dei casi di positività) ha portato alla chiusura della scalinata della cattedrale di San Lorenzo, sia nella parte che si affaccia su Piazza IV Novembre che su quella che si affaccia su piazza Danti, lasciando libero accesso alla cattedrale; la scalinata di Palazzo dei Priori, lasciando libero accesso alla sala dei Notari ed alla sala della Vaccara; i giardini Carducci; il percorso pedonale che collega i giardini del Pincetto a strada del Mercato. Tutti luoghi in cui, specie nei fine settimana, si concentra maggiormente la presenza di giovani e giovanissimi in centro. Da ricordare anche come l'ordinanza preveda il coprifuoco anticipato di un'ora e dunque fissato dalle 21 alle cinque del mattino successivo.
QUI FONTIVEGGE
Dal centro alla stazione, da una situazione che non piace a un'altra. Il grido d'allarme arriva da alcuni residenti che, anche attraverso la pagina facebook Progetto Fontivegge si chiedono e chiedono come mai un negozio etnico nella zona tra via Campo di Marte e la stazione «rimane aperto di domenica sera, con varia gente che beve fuori tranquillamente, quando noi stiamo a fare le corse per rientrare alle 21 a casa?». Anche in questo caso viene sollecitato un intervento immediato da parte di Comune e forze dell'ordine.
Michele Milletti

© RIPRODUZIONE RISERVATA