Terni, motociclista morto: la famiglia vuole che venga fatta l'autopsia

Terni, motociclista morto: la famiglia vuole che venga fatta l'autopsia
di Nicoletta Gigli
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Lunedì 9 Maggio 2022, 07:26

Distrutti dal dolore ma determinati ad approfondire le circostanze del tragico incidente costato la vita al loro caro. I familiari di Marco De Sanctis, 50 anni, ternano, morto nello scontro tra la sua moto e un'auto lungo la statale 79, vogliono vederci chiaro e chiedono che venga effettuata l'autopsia. Nel pomeriggio di sabato il sostituto procuratore, Raffaele Pesiri, al termine degli accertamenti, aveva restituito la salma ai familiari per le esequie. Ieri però la moglie di Marco, molto conosciuto e stimato in città, ha deciso di chiedere un riscontro diagnostico per far luce sulle cause che potrebbero aver causato il tragico schianto che l'ha ucciso sul colpo. L'incidente sabato all'ora di pranzo. Marco, che aveva fatto un giro a Piediluco con la sua moto insieme ad un gruppo di amici appassionati di enduro, aveva deciso di interrompere la gita e, in sella alla sua Ktm, ha ripreso la strada che l'avrebbe riportato a casa. In prossimità di una curva, tra il bivio per Larviano e quello per Papigno, per cause al vaglio degli investigatori della polizia stradale, il terribile impatto con la Citroen C3 condotta da una 43enne ternana che viaggiava sulla corsia opposta.

Sbalzato dal mezzo a due ruote, è finito contro il guard rail al lato della strada. I primi soccorritori intervenuti sul posto si sono dovuti arrendere constatando il decesso del 50enne a causa delle gravissime lesioni riportate. Alla polizia stradale il compito di svolgere i rilievi per ricostruire la dinamica del frontale costato la vita a Marco, sposato con un figlio, che da anni lavorava all'Asm, avvenuto su una strada ben nota per la sua pericolosità. Dopo l'incidente la donna al volante dell'auto è stata sottoposta ad alcoltest con esito negativo. I rilievi svolti avrebbero restituito una dinamica del sinistro abbastanza chiara tanto che qualche ora dopo il magistrato di turno ha deciso di restituire la salma alla famiglia non ritenendo necessario il riscontro autoptico. Nessun provvedimento sull'autovettura e la moto da enduro coinvolti, per i quali non è scattato il sequestro. A distanza di qualche ora dall'incidente e dall'addio a Marco, molto conosciuto e stimato in città, tra gli abitanti di Cardeto dove abitava e i colleghi dell'azienda dove lavorava, la richiesta della famiglia per un'autopsia che possa fare piena luce sulla tragedia.

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