ROMA

Discoteca Sapienza a Roma: musica, alcol e sballo nella festa abusiva a pagamento

Domenica 22 Aprile 2018 di Marco Pasqua
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ROMA «Preparate i tre euro, così la fila scorre più veloce». Piazzale Aldo Moro, mezzanotte passata, davanti al cancello un servizio d’ordine improvvisato regola l’afflusso di centinaia di giovanissimi. Benvenuti al “TeppaFest” ovvero al festival «delle resistenze metropolitane», firmato e prodotto dai collettivi di quello che è uno degli atenei più antichi al mondo. Finanziato dal pubblico danzante, qualche migliaio di under 25 a caccia di alcolici (e “fumo”) a prezzi altamente concorrenziali. Teppa, ovvero “teppaglia”, quella che ha trasformato, sabato notte (nel giorno del 715esimo compleanno dell’ateneo), il pratone della Minerva in un gigantesco dancefloor. Oltre 2000 le persone sbarcate al di là dei cancelli (rigorosamente aperti) per assistere al djset firmato da artisti cult nell’area “antagonista”: quando Murubutu sale sul palco, partono i selfie neanche fosse Marracash. «Quest’anno la Sapienza tornerà ad essere invasa dai partigiani e dalle partigiane della città, con una tre giorni di sport, cultura e antifascismo», recitava la locandina della pagina dei promotori dell’evento, che riunisce le varie realtà “rosse” dell’università. Una tre giorni culminata nel rave che si è spinto fino alle prime luci dell’alba.
 

 

L’INGRESSO
Ingresso su piazzale Aldo Moro: nessuno scavalcamento, gli organizzatori sono muniti delle chiavi dei cancelli. Un tavolo con alcuni bicchieri, con dentro le monete per il resto da dare al pubblico (pagante). Scontrini fiscali non pervenuti. Vietato introdurre bottiglie di vetro: si consuma solo quanto viene offerto (a pagamento, si intende) dietro ad un bancone improvvisato vicino al rettorato. Una fila per ottenere il tagliando con il quale ritirare da bere. Birra, soprattutto. Anche se nella fontana della Minerva, ogni tanto, si vede galleggiare qualche bottiglia di vino. Spinello libero, le occasioni per il sesso non mancano: in particolar modo nella zona più buia, quella intorno alla Facoltà di Lettere. Qualche ragazzo crolla sul prato, effetti collaterali dell’alcol venduto a prezzi popolari. «Non ne sappiamo nulla», glissava l’ufficio stampa della Sapienza, commentando inizialmente il party. In un secondo momento, lo stesso affermava «che l'iniziativa non era autorizzata, era abusiva ed è stata prontamente denunciata agli organismi competenti e in particolare al Commissariato di Polizia da parte delle autorità accademiche preposte alla sicurezza».

«L’università è un luogo di cultura, dove gli studenti devono essere formati secondo principi di legalità – dice Antonino Carbonello, presidente di Sapienza in Movimento e rappresentante degli studenti a Giurisprudenza – C’è un regolamento molto preciso in materia, che vieta eventi di questo tipo: chi lo ha autorizzato? E, se non era autorizzato, perché non è stato interrotto?». Nel day after, le foto scorrono sui social, i ringraziamenti degli organizzatori pure. «Ci si vede al TeppaFest2019», promette già la teppaglia.

Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 07:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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