CORONAVIRUS

Coronavirus, «mamma, posso dartelo un bacio?». Ecco come spiegare il virus ai bimbi

Venerdì 6 Marzo 2020 di Maria Lombardi
Coronavirus, «mamma, posso dartelo un bacio?». Ecco come spiegare il virus ai bimbi

Il coronavirus è una palla con i raggi che rotola minacciosa. Ma deve vedersela con Batman e Robin e con un super eroe medico che gli punta la pistola. Il problema è il re del virus, un sole con la corona in testa, che ordina ai sudditi: fate ammalare le persone. I bambini di Casalpusterlengo, una delle “zone rosse” in provincia di Lodi, disegnano le loro paure e il mostro che tiene tutti quanti prigionieri da giorni. Loro sentono la minaccia più vicina, ma anche gli altri, nel resto d’Italia, cominciano a capire che qualcosa di serio sta succedendo. Le scuole chiuse. E quanto potente sarà mai questo virus per far arrivare l’estate a marzo e le vacanze quando non te l’aspetti. Senza trasmettere ansia, bisogna dare delle spiegazioni.

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«Possiamo dire ai bambini che il coronavirus è una grossa influenza che può far ammalare i polmoni e quindi respirare male», suggerisce Stefano Vicari, primario di Neuropsichiatria infantile al Bambino Gesù. «Si può dire che in questi giorni non si va a scuola perché se un bambino si ammala può facilmente trasmettere la malattia a tutti gli altri. Passerà e tutto tornerà come prima. È bene stare attenti a non trasmettere un eccesso di preoccupazione». Mica facile. «Il modo per gestire le ansie dei bambini è passare del buon tempo insieme. È un’occasione irripetibile per i genitori, godiamoci i nostri figli. Riscopriamo il piacere di giocare, di fare qualcosa insieme senza aver paura di sprecare tempo. Condividiamo spazi oltre che il tempo, solo così possiamo tranquillizzarli».

Il Telefono Azzurro ha creato un decalogo per spiegare ai bambini il coronavirus. I genitori devono informarsi, ascoltare le domande anche se ripetitive e ossessive. Rispondere con sincerità e parole semplici, ma senza troppi dettagli «possono essere fonte di preoccupazione». Se non si riesce rispondere a tutto, non importa, l’importante è essere lì a raccogliere ansie. Rassicurarli sul fatto che la routine - a parte la scuola - non cambierà e non lasciarli soli in balia delle notizie. 

ALL’APERTO
E gli amichetti? «Possono continuare a vederli, il famiglia la possibilità di contagio è più altra che nelle altre occasioni», aggiunge il professor Vicari.
Le raccomandazioni della Federazione italiana medici pediatri sono affidate a un fumetto: lavarsi le mani almeno il tempo di cantare 2 volte “Tanti auguri a te”, starnutire nella piega del gomito, non stropicciarsi gli occhi, non scambiare penne, giochi e merendine.

«I bambini devono passare più tempo possibile all’aria aperta giocando o facendo sport», spiega Maria Teresa Fonte, pediatra di famiglia e componente del comitato direttivo Fimp Roma. «E possono approfittare di questo periodo senza scuola e attività per trascorrere del tempo in libertà, anche annoiandosi, e sviluppare così un poco di creatività».
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 08:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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