Iran, tra le truppe Usa a Baghdad: il momento dell'allarme nella base della Green Zone

Sabato 4 Gennaio 2020
Iran, tra le truppe Usa a Baghdad: il momento dell'allarme nella base della Green Zone

Un suono assordante, come un fischio, forte, che penetra nelle orecchie, e una parola ripetuta due volte: «Incoming, incoming!», in arrivo, in arrivo. È l'allarme per l'appropinquarsi di un missile, scattato all'interno della base Union III. Razzo che atterrerà nella Green Zone di Baghdad, fortunatamente mancando il bersaglio grosso, la sede della coalizione internazionale anti-Isis. Il segnale viene ripetuto più volte e immediatamente tutto il personale corre ad indossare giubbotto anti-proiettile ed elmetto.

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Chi non può si rifugia sotto una scrivania. Non passa molto tempo e arriva anche un secondo segnale, un secondo razzo che anche questa volta atterra altrove. Siamo nell'ufficio del portavoce della coalizione militare, colonnello Myles Caggins, al seguito delle truppe americane, e siamo costretti anche noi ad adeguarci alle procedure di sicurezza. Visto che la minaccia di missili continua, scatta una sorta di lockdown, e nessuno può lasciare le stanze in cui si trova fino a nuovo ordine. Nel frattempo una squadra di marines viene mandata all'esterno a pattugliare la zona in cui si trova anche l'ambasciata americana. L'All Clear, il cessato allarme, arriva dopo circa un'ora e mezza dal primo annuncio. Union III era già in stato di allerta dopo il raid in cui gli americani hanno ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani.

L'intelligence aveva già previsto rappresaglie e aveva disposto misure per garantire la sicurezza del personale, tra queste l'obbligo di indossare sempre il giubbotto anti-proiettile e l'elmetto. La base ospita una trentina di nazioni della coalizione tra cui l'Italia con una forte presenza di Esercito e Carabinieri: il contributo italiano di militari è al secondo posto dopo gli Stati Uniti, come spiega ancora il colonnello Caggins. All'interno degli uffici di Union III, in particolare la parte americana, sono pronti a qualsiasi eventualità, la protezione del personale resta la priorità assoluta, quindi sono stata limitate le attività di addestramento mentre la Nato è andata oltre sospendendo del tutto le stesse attività in tutto l'Iraq.

«Abbiamo incrementato - ha detto una fonte militare all'ANSA - la sicurezza e le misure difensive nelle basi irachene che ospitano le truppe della coalizione anti-Isis. I nostri leader mettono la protezione delle forze Usa, come anche di quelle degli alleati, e la sicurezza dei partner della coalizione con priorità assoluta. Restiamo vigili e determinati». «La nostra priorità - gli fa eco il colonnello Caggins - è la protezione di tutti i militari italiani. Finora abbiamo avuto 13 attacchi nelle nostre basi negli ultimi due mesi». Ma lo stato di allerta e le misure di sicurezza estreme hanno interessato anche i giornalisti. Al momento sono stati sospesi tutti gli 'embedded'. 

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