GIUSEPPE CONTE

Soleimani, appello di Conte a responsabilità: preoccupato per militari. Pressing su ruolo Ue

Sabato 4 Gennaio 2020
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Soleimani, appello di Conte a responsabilità: preoccupato per militari. Pressing su ruolo Ue

Mediazione, soluzione politica, dialogo: il premier Giuseppe Conte, dopo un giorno di silenzio, interviene sull'escalation di tensione in Iraq e mette in campo quei concetti che il governo italiano ritiene indispensabili anche per la soluzione della più vicina crisi libica. E, come sul dossier dello Stato nordafricano, l'Italia chiama in causa l'Europa per un ruolo più propositivo, e da dipanare con una sola voce, nello scacchiere mediorientale. A Palazzo Chigi si respira fortissima preoccupazione per la crisi in Iraq. Sono soprattutto due gli aspetti che fanno scattare l'allarme delle stanze del governo. Innanzitutto quello che riguarda i nostri militari di stanza in Libano e Iraq. Nel Paese dei cedri e di Hezbollah - tra i principali alleati di Qassem Soleimani - i soldati italiani inquadrati nella missione Unifil sono 1250. In Iraq oltre novecento. «C'è massima attenzione sui nostri militari da parte di Conte», fanno trapelare da Palazzo Chigi. Al momento l'Italia non medita alcun ritiro dei suoi militari. «Le missioni continuano, c'è stato un innalzamento delle misure di sicurezza previsto in situazioni di questo tipo e deciso con la coalizione», assicura il ministro della Difesa Lorenzo Guerini sottolineando come, invece, siano state sospeso l'attività di addestramento delle forze irachene. E poi c'è l'aspetto geopolitico.

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La crisi tra Usa e Iran si inserisce in un quadro incandescente in tutto il Medio Oriente e in particolare in Libia dove la posizione di chi, come l'Italia, conta sulla soluzione politica al momento appare in seria difficoltà. Ma per Conte la linea non cambia. Il premier fa appello «alla moderazione, al dialogo, al senso di responsabilità delle parti», sottolineano a Palazzo Chigi. Né l'Usa né l'Iran vengono citati, a testimonianza della prudenza con cui si muove il governo. Ma su un punto Conte chiede una forte accelerazione: che si muova l'Europa. «Nella prospettiva di un dialogo »l'Ue può giocare un ruolo fondamentale e offrire un contributo determinante«, è la convinzione del presidente del Consiglio. Conte »si sta prodigando affinché l'Ue possa esercitare il suo peso diplomatico per evitare sviluppi imprevedibili e vanificare così tutti gli sforzi per stabilizzare l'area«, aggiungono da Palazzo Chigi. Qualcosa, nelle prossime ore, potrebbe muoversi. Una telefonata tra Conte e la cancelleria Angela Merkel potrebbe avvenire domenica o al massimo lunedì. Da lì a breve seguiranno altri contatti con i partner internazionali di Roma. L'asse con la Germania non è nuovo, per il presidente del Consiglio. È un asse utile anche nel tentativo di limitare le sortite in avanti della Francia, per esempio sul dossier libico, e che ha, come principale obiettivo, quello del dialogo, mantenendo una posizione di equidistanza. Il pressing sull'Ue da parte di Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio è forte anche in chiave libica, in vista della possibile missione europea di inizio gennaio. Del resto, sulla politica estera, la linea tra il premier e il leader del M5S coincide. »In quella regione la nostra priorità è e resta la lotta al sedicente Stato Islamico«, spiega il titolare della Farnesina unendosi all'appello alla de-escalation dell'alto rappresentante Ue Josep Borrell.

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La crisi Usa-Iran, inoltre, rischia di minare i rapporti, finora strettissimi, tra Conte e Donald Trump. »Conte è ignorato e assente e in Libia l'Italia perde credibilità e terreno«, attacca Matteo Salvini facendo riferimento al fatto che, tra i Paesi alleati sentiti dal segretario di Stato americano Mike Pompeo nelle ore successive alla morte di Sole imani, non ci sia stata l'Italia. Del resto, nella maggioranza, filtrano le condanne all'iniziativa americana. »Una decisione sconsiderata e pericolosissima«, sottolinea il vicepresidente del Parlamento Ue del M5S Fabio Massimo Castaldo. Sui social, tra gli esponenti del M5S fioccano gli attacchi alle parole di Salvini a favore dei raid Usa. Parole condannate anche da Leu. E lo scontro potrebbe arrivare in Parlamento. »Quello di Trump è un atto grave, Conte riferisca«, chiede il senatore di Leu Francesco Laforgia.
 

 

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