M5s e la corrente che sostiene l'Iran: Grillo, Di Maio e Di Battista

Sabato 4 Gennaio 2020 di Mario Ajello
C’è la corrente Iran in M5S. Ed è molto forte. La guidano in  due. Uno è Dibba, l’altro è Grillo. Di Battista  è in partenza per l’Iran dove farà i suoi soliti reportage da turista per caso. E intanto si è schierato contro l’uccisione americana del super-generale iraniano in Iraq: “Un attacco vigliacco quello di Trump e anche “pericoloso e stupido”.

E almeno sull’Iran il suo ex amico Di Maio, ora ministro degli Esteri, è sempre stato più o meno sulla stessa linea e a novembre ha detto alla Camera: “L'Italia vuole mantenere il dialogo con l'Iran”. Il vice ministro Di Stefano vanta a sua volta buoni rapporti con Teheran. Beppe Grillo ha anche una moglie iraniana e lui come si sa non è mai stato filo israeliano. Il comico ha sposato l’iraniana Parvin Tadjik. “Un giorno - disse Grillo in una intervista al quotidiano israeliano Yedioth Ahronot - ho visto impiccare una persona a Isfahan. Ero lì. Mi son chiesto: cos'è questa barbarie? Ma poi ho pensato agli Usa. Anche loro hanno la pena di morte: hanno messo uno a dieta, prima d'ucciderlo, perché la testa non si staccasse. E allora: cos'è più barbaro?”. E i diritti delle donne? “Mia moglie è iraniana. Ho scoperto che la donna, in Iran, è al centro della famiglia. Le nostre paure nascono da cose che non conosciamo”. Quel che si conosce è che in M5S l’Iran non è mai dispiaciuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA