SOLEIMANI

Soleimani, come è stato ucciso a Baghdad il generale iraniano

Venerdì 3 Gennaio 2020
Soleimani, come è stato ucciso il generale iraniano

Secondo le ricostruzioni iniziali, Soleimani e Mohammed Ridha, il responsabile delle public relation delle forze pro-Iran in Iraq, erano da poco atterrati all'aeroporto internazionale di Baghdad ed entrati in una delle due auto che li attendeva quando l'attacco è stato sferrato. L'attacco è seguito al lancio di tre missili all'aeroporto che non causato alcun ferito. ​Le ricostruzioni però sono quasi concordi nello spiegare che l'attacco sia stato sferrato con un drone. Così i razzi hanno centrato il mezzo in cui viaggiava Soleimani su una strada poco distante dall’aeroporto di Baghdad.

Il drone utilizzato dagli Stati Uniti per mettere a segno l'attacco mortale contro il generale iraniano Qassem Soleimani è l'MQ-9 Reaper, originariamente conosciuto come Predator B. A rivelarlo sono numerosi media internazionali, tra cui anche Radio Free Europe, emittente radiofonica fondata dal Congresso degli Stati Uniti e presente in Europa, Asia e Medio Oriente.

Con una gittata di 1.800 chilometri e la possibilità di raggiungere i 15mila metri di altitudine l'MQ-9 'Reaper', originariamente conosciuto come Predator B, è un «aeromobile a pilotaggio remoto» sviluppato dalla statunitense General Atomics Aeronautical Systems (GA-ASI). Sarebbe stato uno di questi droni, coadiuvato da un altro della stessa 'famiglia' di Predator, a sparare quattro missili contro due auto che stavano trasportando questa mattina il generale iraniano Qassem Soleimani ed altri alti funzionari a Baghdad. Questo velivolo (che costa circa dieci milioni di dollari, sensori compresi) è in dotazione da circa dieci anni anche all'Aeronautica Militare italiana, che lo usa disarmato, per compiti di sorveglianza e ricognizione. Uno di questi esemplari, utilizzato per la missione Mare Sicuro e appartenente al Gruppo velivoli teleguidati del 32esimo Stormo dell'Aeronautica militare di Amendola (Foggia), è precipitato lo scorso novembre in Libia per cause ancora non chiarite.

Questo tipo di drone, come si legge sul sito ufficiale dell'Aeronautica statunitense, è specializzato nel condurre offensive mirate, contro target specifici. Il primo prototipo si è alzato in volo nel 2001. «Data la sua lunga autonomia, i sensori a largo raggio, le componenti di comunicazione e le armi di precisione - spiega il sito - fornisce una capacità unica di eseguire attacchi contro obiettivi di alto valore». Ma l'aereo, con un'apertura alare di oltre 20 metri e una velocità superiore ai 400 km orari, garantisce elevate prestazioni anche nelle operazioni di pattugliamento, ricerca e soccorso, così come in quelle di intelligence, sorveglianza, «acquisizione di bersagli» e ricognizione. Nell'attacco condotto contro il generale iraniano Soleimani, è stato coadiuvato anche da un altro drone, l'MQ-1C Grey Eagle, anch'esso facente parte del sistema Predator, che è composto essenzialmente da tre elementi: il velivolo; la stazione di controllo a terra, una vera e propria cabina di pilotaggio che grazie ad un collegamento satellitare può guidare l'aereo durante le operazioni anche a centinaia di chilometri di distanza; una stazione di raccolta dati, dove vengono analizzate in tempo reale le immagini ricevute dal velivolo e, attraverso un nodo di telecomunicazioni, ritrasmesse alle unità operative. Gli obiettivi sono stati colpiti mentre erano a bordo di due Suv nei pressi dell'Aeroporto Internazionale di Baghdad, dove pare fossero da poco atterrati con volo di linea proveniente da Damasco.

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Soleimani, rapporti sempre più tesi tra Usa e Iran

L'uccisione di Soleimani rischia di avere ripercussioni profonde nei rapporti tesi fra Washington e Teheran, in Medio Oriente ma anche negli Stati Uniti. Non è infatti chiaro se Trump abbia o meno avvertito qualcuno in Congresso dell'attacco. Se non lo avesse fatto, il rischio per il presidente è quello di aprire un nuovo fronte di scontro oltre a quello dell'impeachment e innervosire anche alcuni senatori.
 

Va anche detto che il corpo del generale iraniano Qassem Soleimani è stato dilaniato nel bombardamento americano della notte scorsa all'aeroporto di Baghdad ed è stato possibile riconoscerlo solo dall'anello che portava a un dito della mano sinistra. Lo riferiscono fonti irachene citate da media regionali. In rete circolano anche fotografie - di cui tuttavia non è possibile verificare l'autenticità - che mostrano una mano mozzata con al dito l'anello, con una grande pietra dura di colore rosso.
 
 

Ultimo aggiornamento: 20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA