Bronchiolite, parte l'epidemia in Francia: «Con lockdown è calata immunità tra i bambini». L'Italia ora è in allarme

In Francia ospedali colti di sorpresa dall'arrivo in anticipo della bronchiolite tra i bambini. Gli esperti: «La prossima epidemia di bronchiolite potrebbe essere più diffusa del solito»

Bronchiolite, parte l'epidemia in Francia: «Con lockdown è calata immunità tra i bambini». L'Italia ora è in allarme
di Raffaele Alliegro
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Martedì 19 Ottobre 2021, 13:00 - Ultimo aggiornamento: 13:05

L'allarme in Francia era stato lanciato poche settimane fa: la bronchiolite, che di solito colpisce i bambini con meno di due anni, quest'inverno potrebbe essere più dura del solito perché le misure anti Covid ne hanno finora bloccato la diffusione. E puntuale è arrivata la conferma: ora che l'uso delle mascherine e il distanziamento non vengono rispettati come durante il lockdown, la tanto temuta bronchiolite è arrivata in Francia con qualche settimana di anticipo e gli ospedali e i pediatri sono già sotto pressione. In attesa dell'inverno e del freddo si tratta di un brutto segnale anche per gli altri Paesi europei, Italia compresa.

Epidemia di bronchiolite: anche l'Italia trema

«La prossima epidemia di bronchiolite potrebbe essere più diffusa del solito» aveva avvertito il Consiglio scientifico, cioè l'organismo tecnico e di consulenza del governo francese che aveva anche rilevato un «significativo deficit di immunità collettiva per i bambini nati dopo marzo 2020». Questo perché lo scorso inverno le misure anti Covid avevano contrastato anche altri tipi di virus come l'Rsv, il virus respiratorio sinciziale che causa la bronchiolite. E poiché i bambini si erano ammalati di meno si temeva che avessero anche sviluppato meno immunità. Potremmo trovarci insomma di fronte a una crescita del rischio «di malattie associate all'Rsv nei neonati e nei bambini piccoli proprio a causa dei bassi livelli di esposizione al virus l'anno scorso» aveva spiegato la Società spagnola di neonatologia. Un allarme basato anche su numeri poco rassicuranti: fino al 3 ottobre scorso le visite al pronto soccorso per bronchiolite di bambini con meno di 2 anni erano state più di 1.200 e in oltre 400 casi si era reso necessario il ricovero ospedaliero, contro le 700 visite e i 300 ricoveri registrati di solito nello stesso periodo di un anno normale.

Diffusione anticipata

L'allarme si sta dunque trasformando in realtà già in questi giorni. Le Monde ha parlato di una diffusione anticipata in Francia della bronchiolite che ha messo le strutture sanitarie sotto pressione e sta suscitando il timore di una possibile saturazione dei servizi almeno in alcune regioni. L'infezione da virus respiratorio sinciziale sembra essersi diffusa infatti con qualche settimana d'anticipo. Secondo l'ultimo bollettino del Servizio sanitario francese questa infezione ha finora portato al pronto soccorso quasi 1.800 bambini in tutta la Francia, di cui poco più di uno su tre ha dovuto essere ricoverato in ospedale. L'epidemia di bronchiolite, fa sapere ancora Le Monde, si sta diffondendo in tutte le regioni francesi ma la situazione sembra già critica nell'Ile de France e nel Grand Est con alcuni reparti ospedalieri già pieni: «I bambini dai 12 ai 18 mesi sono stati finora pochissimo in contatto con il virus e rischiano di ammalarsi, mentre i bimbi nati quest'anno potrebbero avere forme più gravi», ha spiegato Christèle Gras-Le Guen, presidente della Società pediatrica francese.

Ospedali colti di sorpresa

Non essendoci precedenti, tutte le previsioni potrebbero rivelarsi azzardate. Ma è certo che la bronchiolite ha colto di sorpresa le strutture sanitarie messe già a dura prova dall'emergenza Covid e dalla carenza di infermieri. Il timore è che quest'anno il picco della diffusione dell'Rsv raggiunga o superi i livelli registrati nel 2019, quando i posti letto furono insufficienti in molti ospedali.

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