Carla Fracci, il ricordo di Roberto Bolle: «Che magia quel primo ballo»

Carla Fracci, il ricordo di Roberto Bolle: «Che magia quel primo ballo»
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Giovedì 27 Maggio 2021, 19:46 - Ultimo aggiornamento: 28 Maggio, 08:09

Ammirazione e commozione: così Roberto Bolle ha ricordato Carla Fracci. «Tutto il mondo della danza è debitore nei confronti di Carla Fracci, ancora oggi se ci pensiamo le bambine italiane che si avvicinano a questa discipliana conoscono il suo nome, una vera prima ballerina assoluta che ha attraversato e incantato intere generazioni. Da bambino quando ho iniziato ad avvicinarmi alla danza ero incantato da da lei un punto di riferimento fondamentale, mai avrei pensato di ballarci insieme». Sono queste le parole del primo ballerino della Scala e dell'American Ballet Theatre di New York, che parla con la voce che tradisce una forte emozione, ricordi e un grande rimpianto per la morte del mito del balletto, «una delle più grandi artiste della danza internazionale», Carla Fracci scomparsa a Milano a 84 anni. «Il suo vissuto, ci fa sentire ricchi di tutta la sua storia, che è la storia del balletto, privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine».

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Bolle andando indietro con la memoria ricorda: «la prima volta l'avevo vista qui in scuola alla Scala, poco dopo l'ho vista danzare dal vivo. Poi sono rimasto senza fiato: aveva 60 anni e ha debuttato nel ruolo di Tatiana in Onegin, una forza incredibile». Quindi, ricorda ancora, «sono diventato primo ballerino a 21 anni, è iniziata la nostra collaborazione e devo confessare che ero davvero intimorito, tremavo dalla paura, di fronte a un' icona della danza pensavo di non farcela quasi a sorreggerla. Lei ha capito, mi ha guardato sorniona, ha iniziato a volteggiare. È iniziata la magia». Soprattutto, aggiunge, «mi sono reso conto con quella figura minuta quanta potenza aveva nelle gambe, sulle punte, nelle braccia che leggere si muovevano: abbiamo ballato a Stoccarda a Tokyo indimenticabile è stata l'esibizione a 61 anni al Summer Music Festival, dedicato Diaghilev and 20th Century Ballet».

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Negli anni successivi, continua, «ci siamo sentiti e incontrati in più occasioni. È venuta anche come ospite nel mio programma recentemente ed è stata molto ironica. Perché a renderla speciale oltre al suo talento era questa sua unicità. La prima ballerina di danza classica che ha attraversato il pop, la televisione, il ballo nelle piazze è stata Carla Fracci. Ci sono oggi grandi ballerine, ma lei è stata la prima a distinguersi per quel suo tratto di unicità nel volto, nel muoversi. Ha saputo per prima utilizzare la televisione, i rotocalchi, per amore della danza, ha condotto anche grandi battaglie tutto e solo in nome della danza, e sapeva comunicare farsi sentire, ma non dimentichiamo, oltre alla sua tenacia, dedizione - si è sempre allenata - il suo senso dell'umorismo, sembrava eterea irraggiungibile ed era invece simpatica». Roberto Bolle conclude: «Ci mancherà è stata una grande ambasciatrice dell'Italia, della danza internazionale. La penseremo sempre con affetto e gratitudine, ricordando il sorriso dei giorni passati insieme, dobbiamo solo dire grazie Carla».

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