A Carrara statue in marmo rotolano giù dalle cave e diventano opere d'arte: la performance di Fabio Viale

Giovedì 13 Febbraio 2020
L'artista piemontese Fabio Viale, tra i protagonisti della 58a Biennale di Venezia, ha dato vita alla spettacolare performance “Root'la”. È accaduto a Colonnata, a Carrara, in un contesto molto particolare: il suggestivo ravaneto (luogo scosceso dove si fanno scivolare i detriti) gestite dalla Cooperativa Cavatori Gioia. Viale ha lasciato precipitare alcune statue di grandi dimensioni, comprate precedentemente nei negozi di souvenir della zona. Il titolo della performance rimanda all’associazione fonetica e semantica tra la parola Root («radice» in inglese) e rut’la («rotola» in dialetto carrarino).

L'artista, insieme a un cavatore, ha accompagnato, e in alcuni casi facilitato, la caduta a valle delle opere che, rotolando, hanno subito fratture e lesioni. I manufatti, recuperati e ritoccati, saranno oggetto di un monumentale allestimento presso la Galleria Poggiali di Firenze, in occasione della mostra personale dell'artista
Acqua alta High tide, dal 22 febbraio al 9 maggio: in una sala di 15 metri per sei, saranno esposte le opere protagoniste della performance e sarà ricreata la pendenza del ravaneto carrarino, come una cascata di marmo. La genesi del progetto nasce dalla passione che Viale nutre nei confronti delle cave, la stessa dei grandi del passato. «Proprio Michelangelo, in un suo scritto, sostiene che far rotolare una scultura a valle ha lo scopo di purgarla dai difetti, come se ogni colpo, anziché distruggerla o rovinarla, la rendesse più perfetta e potente» spiega Viale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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