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Il governo: pulire Roma in 10 giorni. Raggi-Zingaretti, scambi di accuse

Venerdì 5 Luglio 2019 di Simone Canettieri
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Il governo: pulire Roma in 10 giorni. Raggi-Zingaretti, scambi di accuse

Dieci giorni. O nella Capitale d’Italia sarà emergenza sanitaria per i rifiuti. A dirlo è il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che stringe ancora di più sui tempi: «Si deve fare prima, perché ci sono 40 gradi e perché i rifiuti non possono stare per strada». Intanto però tra la sindaca Virginia Raggi e il governatore, nonché segretario del Pd, Nicola Zingaretti è guerra totale. Così: «Nicola, scappi». «Virginia, vergognati».

Il presidente del Lazio di fatto annuncia un commissariamento con un’ordinanza attesa per oggi in cui attiverà i poteri sostitutivi, in materia di salute e tutela ambientale, «perché Roma viene prima di tutto». Lo scontro ruota intorno all’ordinanza con la quale Zingaretti obbliga gli impianti del Lazio a prendere i rifiuti di Roma. Un caso internazionale, ormai, finito su tutti i media esteri. Nella crisi della spazzatura arrivano anche le parole di Matteo Salvini, impietoso con Regione e Campidoglio: «Hanno dormito», dice il ministro dell’Interno, sottolineando che il Viminale segue la situazione con la massima attenzione.

Ma è appunto Raggi - alle prese anche con le dimissioni del presidente del Consiglio comunale Enrico Stefano, sostituto dell’arrestato Marcello De Vito - ad andare all’attacco del segretario dem. Così di primo pomeriggio in un video si sfoga: «Io ci metto la faccia, Zingaretti come sempre scappa. Al di là delle solite vecchie chiacchiere, trovi gli impianti dove Ama potrà finalmente portare i rifiuti di Roma. Non gli è stato chiesto nulla di più». La grillina ammette di non sapere dove far scaricare i camion di Ama (che però continuano a non raccogliere tutta l’immondizia che tappezza la città). «I rifiuti a terra a Roma non sono una priorità per la Regione - continua la pentastellata - siamo ancora in attesa dell’ordinanza che consente di trovare impianti dove portare la spazzatura. Aspetto l’ordinanza sperando di non trovare trappole o tranelli da vecchia politica: si limiti ad indicare i siti dove portare i rifiuti. Per Viterbo (70mila abitanti ndr) fece molto in fretta». La replica di Zingaretti è durissima e segna uno scontro mai visto finora: «Mi domando se la sindaca non provi un po’ di vergogna per la sua arroganza. Ha ridotto la città più bella del mondo in un disastro e su ogni problema fa lo scaricabarile non assumendosi mai le sue responsabilità».
 
Sta spargendo, continua il governatore e numero unno del Nazareno riferendosi alla sindaca, «i rifiuti di Roma in tutto il Lazio, in molte Regioni italiane e addirittura in diversi Paesi europei. Ovviamente con i soldi dei cittadini romani. Invece di chiedere scusa, accusa e straparla». Da qui la conclusione: «Attivando i poteri sostitutivi con un’ordinanza, cominciamo a rimettere le cose a posto». 

Davanti all’attacco del principale leader dell’opposizione alla sindaca del M5S, tutti si aspetterebbero una difesa d’ufficio dei vertici pentastellati. Ma in Campidoglio l’attesa è lunga e vana. Di Maio non parla. Il vicepremier da tempo sa che la situazione a Roma è insostenibile e preferisce non esporsi: sarebbe troppo impopolare. Il silenzio è d’oro, anche per tutti i ministri grillini e gli altri big che costellano la galassia del Movimento. In Campidoglio sono consapevoli di questo «isolamento» e i grillini di governo, a loro volta, si tengono a debita distanza da Roma. «Un problema - ragionano gli uomini più vicini a Di Maio - che va avanti da tre anni».
 

Ultimo aggiornamento: 12:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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