Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Sora, spunta una discarica dietro la chiesa: tra i rifiuti anche cibo e vestiti per i poveri

Sora, spunta una discarica dietro la chiesa: tra i rifiuti anche cibo e vestiti per i poveri
di Roberta Pugliesi
4 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Agosto 2022, 09:20 - Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 08:44

Decine di pacchi di pasta, prodotti alimentari, conserve, vestiti usati: sono i cosiddetti aiuti nazionali, quei beni che vengono donati dalla Caritas a chi ne ha bisogno. Una vera e propria discarica a cielo aperto contenente tali aiuti ma anche altra spazzatura è stata scoperta dietro la chiesa del Divino Amore, nel quartiere di Pontrinio a Sora. L' episodio, divenuto ora noto per alcuni video pubblicato sui social, è stato denunciato alcune settimane fa dal parroco Don Francesco Cancelli che gestisce il centro raccolta Caritas della chiesta.

Gli scatoloni contenenti gli alimenti, la cui scadenza è gennaio 2024, le decine di buste con abiti donati dai cittadini, a cui si aggiungono reti, materassi, fogliame, materiale edile di scarto, spazzatura di vario tipo si trovano su un terreno privato pertinente un'abitazione e per accedere alla quale bisogna aprire un cancello.

Come hanno fatto, quindi, a scaricare tutto questo senza che nessuno si accorgesse di nulla? Se lo domandano non soltanto i tantissimi cittadini che da alcune ore stanno inondando i social di messaggi e che chiedono chiarezza. Ma se lo chiede anche lo stesso Don Francesco Cancelli dispiaciuto per la vicenda: «Non riusciamo a capire come tutte quelle cose siano finite lì. Di certo non provengono dal centro raccolta della mia parrocchia, dove tutto è gestito con la massima trasparenza e attenzione. Gli aiuti vengono donati a chi ha bisogno seguendo delle procedure precise. Ogni persona che assistiamo è registrata, ha una sua scheda, abbiamo degli elenchi e gli aiuti vengono donati in maniera mirata. Tra le altre cose non distribuiamo abiti usati che da quando è scoppiata la pandemia purtroppo non possiamo più accettare. Speriamo che chi di competenza faccia chiarezza e possa risalire a chi ha compiuto un gesto simile. Di certo non si può tralasciare il dettaglio legato al luogo in cui si trova la discarica: un terreno privato. Come hanno fatto ad entrare ed uscire se non avevano le chiavi del cancello?».

L'INDIGNAZIONE

Tutte domande alle quali gli uomini dell'arma dovranno dare risposte. Sicuramente l'accaduto suscita profonda indignazione ma anche tanta rabbia. In un momento così delicato, con una crisi economica che attanaglia le famiglie, con persone rimaste senza lavoro e che non riescono nemmeno ad arrivare alla fine del mese, con una guerra in Ucraina che ha visto anche la popolazione sorana impegnata in una straordinaria catena di solidarietà ed in una raccolta di beni alimentari in favore di persone in difficoltà, vedere abiti, pasta e conserve gettate in mezzo alla strada è un colpo al cuore.

Non è solo un problema di decoro, è un fatto morale. «C'è chi ha davvero bisogno e non può mangiare. Tutto questo non si può vedere» commenta una signora sui social sotto le fotografie che da alcune ore stanno facendo il giro della rete. Un'altra aggiunge di aver visto con i suoi occhi «rivendere a poco prezzo gli aiuti nazionali» a vecchiette vicine di casa. «È una lunga storia - commenta la signora Giovanna -. A prendere questi pacchi va molta gente che non ha bisogno, togliendo l'opportunità a chi invece l'apprezzerebbe di più. È un po' come con le case popolari sotto le quali vediamo macchine da 50, 60.000 euro e magari un poveraccio va a dormire sotto i ponti».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA