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Superbonus 110, proroga solo al 2022. Ira M5S: «Allora bocciamo il Recovery»

Superbonus 110%, proroga solo al 2022. Ira M5S: «Allora bocciamo il Recovery»
di Michele Di Branco
4 Minuti di Lettura
Domenica 13 Dicembre 2020, 07:31 - Ultimo aggiornamento: 13:02

Una proroga di un anno, valevole fino al 2022. E poi stop. Sul superbonus 110% Si infiamma il braccio di ferro tra il ministero dell'Economia e una larga fetta del Parlamento (con i 5 Stelle in testa che minacciano anche di non votare il Recovery Plan). Il meccanismo di sgravio fiscale per gli interventi di miglioramento energetico e antisismico degli immobili è in vigore per tutto il 2021. Ma una settantina di parlamentari di maggioranza - e diverse forze di opposizione - vogliono prorogarlo almeno fino al 2024. Tanto che Camera e Senato hanno votato una risoluzione che impegna il governo a trovare una soluzione.

Palazzo Chigi è d'accordo, ma il nodo sono le risorse. E a tal proposito fonti del Mef frenano spiegando che la proroga, appunto, non potrà andare oltre il 2022. Dodici mesi in più mettendo sul piatto 8-10 miliardi di euro.

«Lavoriamo per allungare il Superbonus 110% che noi finanzieremo con le risorse europee» ha spiegato il viceministro all'Economia, Antonio Misiani, una settimana fa. Ma lo stesso esponente dell'esecutivo, alcuni giorni prima, era stato molto prudente chiarendo che «non è pensabile che lo Stato si faccia carico interamente dei costi di ristrutturazione degli edifici privati. Ha molto senso in una fase di grave crisi, in cui è necessario un boost all'edilizia aveva detto ancora Misiani ma è impensabile che per i prossimi 10-20 anni questo meccanismo rimanga uguale a sé stesso».


Parole che hanno messo in allarme soprattutto i 5 Stelle, sponsor in prima linea della proroga. «La proroga del Superbonus 110% è un punto non negoziabile», ha ammonito ieri il viceministro al Mise, il pentastellato Stefano Buffagni, aggiungendo che se la misura non sarà inserita all'interno del Recovery Plan, «noi non lo voteremo». «Che sia con la legge di Bilancio o con il Recovery Plan, ma dobbiamo dare tempi certi al Paese sulla proroga del Superbonus 110%» ha rincarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa. Per i 5S, a partire da ministri come Nunzia Catalfo, è necessario scrivere la proroga nero su bianco già da subito con un emendamento alla manovra. E senza aspettare il Recovery Plan. Occorre ricordare che nella bozza del Piano la proroga c'è, eccome. La misura fa parte della missione Rivoluzione verde e transizione ecologica e si accompagna a un piano di efficientamento degli edifici pubblici. All'efficienza energetica è dedicata oltre la metà delle risorse della missione, 40,1 miliardi su 74,3 totali. E nei piani, alla voce Superbonus 110%, verrebbero indirizzati circa 20 miliardi di euro.


La preoccupazione


Tuttavia il timore degli ambienti parlamentari che puntano su una proroga lunga è che la maggior parte di quei 20 miliardi venga utilizzata per finanziare la stagione Superbonus relativa al 2021, sostituendo i fondi domestici con quelli europei. In quel caso, ecco da dove nascono i timori, per gli anni a venire resterebbero pochi soldi. La pressione delle categorie per una proroga lunga è molto forte.

Secondo l'Ance (l'associazione dei costruttori edili) lo sgravio fiscale previsto dal Superbonus 110% comporterebbe non solo un effetto totale sull'economia di 21 miliardi di euro all'anno, ovvero oltre 3 punti percentuale di Pil per il triennio 2021-2023, ma un contestuale incremento di quasi 100 mila nuovi posti di lavoro all'anno. E il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha ricordato che lo sgravio «è una delle misure più efficaci per contribuire al rilancio delle attività produttive e alla riqualificazione del patrimonio edilizio in un'ottica di transizione green».

Tre le varie voci, quella dell'Ordine degli architetti che chiedono una proroga fino al 2025 in quanto «si tratta di uno strumento importante che può consentire all'edilizia di ripartire facendo da traino all'intera economia ma per raggiungere questo obiettivo deve però disporre di un orizzonte più ampio». A giudizio degli architetti «la misura offre una serie di opportunità per gli interventi di efficientamento energetico e statico degli edifici e per rendere più belle le nostre città».

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