L'inflazione sfiora il 12%, record da marzo 1984. Vola il carrello della spesa (ai massimi da 39 anni), la top dei rincari

Istat, focus sul carrello della spesa

Prezzi alla produzione, +41,8% di aumento su base annua (top dall'83). Dal legno al gas, ecco cosa costa di più
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Venerdì 28 Ottobre 2022, 11:14 - Ultimo aggiornamento: 15:29

Prezzi in salita, ecco i prodotti nel mirino. A settembre 2022 i prezzi alla produzione dell'industria italiana aumentano del 2,8% su base mensile e del 41,8% su base annua (era +40,1% ad agosto). Sul mercato interno i prezzi crescono del 3,5% rispetto ad agosto e del 53,0% su base annua (da +50,5% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, i prezzi registrano un incremento molto meno marcato sia a livello congiunturale (+0,8%) sia a livello tendenziale (+12,6%). Lo rende noto l'Istat.  Nella media del terzo trimestre, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell'industria crescono del 9,0% (+11,3% mercato interno, +1,6% mercato estero). Continuano a salire il prezzi del cosiddetto «carrello della spesa». Secondo le stime dell'Istat, nel mese di ottobre i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona passano da +10,9% a +12,7%, e quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto da +8,4% a +8,9%. I prezzi dei Beni alimentari (da +11,4% a +13,1%), sia lavorati (da +11,4% a +13,4%) sia non lavorati (da +11,0% a +12,9%). «Ô necessario risalire a giugno 1983 (quando registrarono una variazione tendenziale del +13,0%) per trovare una crescita dei prezzi del »carrello della spesa«, su base annua, superiore a quella di ottobre», commenta l'Istat. Bisogna risalire a marzo 1984 per un tendenziale dell'indice generale Nic pari a +11,9%, come quello che si è registrato ad ottobre. Lo rileva l'Istat a commento dei dati diffusi oggi. L' inflazione acquisita per il 2022 è pari a +8,0% per l'indice generale e a +3,7% per la componente di fondo.

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«Sulla dinamica dei prezzi alla produzione dell'industria continuano a pesare i rialzi sul mercato interno dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas - afferma l' Istat - mentre un effetto di contenimento deriva dai prezzi di coke e prodotti petroliferi raffinati, favorevolmente condizionati dai ribassi delle quotazioni petrolifere». Sul mercato estero la crescita congiunturale dei prezzi è modesta (+0,3%), sintesi di incrementi contenuti per entrambe le aree, euro (+0,2%) e non euro (+0,4%); su base annua, i prezzi crescono dell'11,9% (+11,4% area euro, +12,3% area non euro). A settembre 2022, si registrano incrementi tendenziali per tutti i settori manifatturieri su tutti e tre mercati di riferimento; i più marcati riguardano prodotti chimici (+24,5% mercato interno, +24,3% area euro, +28,9% area non euro), coke e prodotti petroliferi raffinati (+26,1% mercato interno, +24,4% area non euro), industria del legno, della carta e stampa (+18,3% mercato interno, +25,2% area euro, +20,1% area non euro) e articoli in gomma e materie plastiche (+19,5% mercato interno, +15,7% per entrambe le aree, euro e non euro). Sul mercato interno, la crescita su base annua dei prezzi dei settori delle attività estrattive e della fornitura di energia elettrica e gas si conferma molto elevata (rispettivamente +216,4% e +167,6%).

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A settembre 2022 i prezzi alla produzione delle costruzioni per «Edifici residenziali e non residenziali» crescono dello 0,6% su base mensile e dell'8,4% su base annua. I prezzi di «Strade e Ferrovie» aumentano dello 0,3% in termini congiunturali e dell'8,9% in termini tendenziali. «Al netto della componente energetica, la crescita tendenziale dei prezzi resta molto sostenuta sia sul mercato interno sia su quello estero. Da segnalare, in particolare, l'ulteriore accelerazione dei prezzi per industrie alimentari, bevande e tabacco. Per le costruzioni, i prezzi registrano nuovi aumenti su base mensile dovuti ai rialzi dei costi di alcuni materiali e dei noli; su base annua, si confermano in accelerazione per edifici e tornano ad accelerare per strade, dopo il rallentamento osservato nei due mesi precedenti».

 

Le preoccupazioni di Federdistribuzione

I dati diffusi da Istat relativi ai prezzi al consumo di ottobre confermano un’ulteriore crescita dell’inflazione: l’indice generale registra un aumento tendenziale del +11,9%, mentre il carrello della spesa segna un rialzo del +12,7%. «Per molti mesi le aziende della distribuzione moderna hanno frenato i rincari che si sono susseguiti su molte categorie di prodotto, con uno sforzo economico importante a tutela del potere d’acquisto delle famiglie e dei consumi - commenta Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Ufficio Studi e Relazioni con la Filiera di Federdistribuzione. Abbiamo fronteggiato l’aumento dei prezzi delle materie prime, iniziato piu di un anno fa con la fase di ripresa economica globale post pandemia, gli effetti negativi che la siccita ha avuto sul settore agroalimentare e l’esplosione dei costi energetici di questi ultimi mesi, tutti fattori che continuano a mettere sotto pressione la distribuzione insieme ad agricoltura e industria di trasformazione». «La situazione, a causa del caro-bollette, e diventata insostenibile per i bilanci delle nostre imprese, che stanno operando spesso con margini nulli o negativi. In questo scenario molto complicato, le aziende sono impegnate sul duplice fronte di supportare le filiere di eccellenza del made in Italy e di tutelare i consumatori e le famiglie in difficolta a causa dell’aumento generalizzato dei prezzi, grazie a un’ampia offerta di opportunita di risparmio e di promozioni e con un ruolo sempre piu importante dei prodotti a marchio del distributore», aggiunge Buttarelli. Per il direttore Ufficio Studi e Relazioni con la Filiera di Federdistribuzione, «occorre sostenere i consumi, soprattutto in vista della fase finale dell’anno che, con l’avvicinarsi delle festivita, rappresenta un momento importante per i risultati economici delle imprese. E fondamentale che il nuovo Governo scongiuri la frenata della domanda interna, intervenendo subito in modo pragmatico ed efficace a sostegno di imprese e famiglie, soprattutto quelle piu in difficolta e con figli, mettendo come priorita della nuova agenda politica il tema dei consumi e dei costi dell’energia».

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