Raccogliere prove di stalking e minacce, la App (ancora poco diffusa) che custodisce i dati in tribunale

Raccogliere prove di stalking e minacce, la App (ancora poco diffusa) che custodisce i dati in tribunale
di Franca Giansoldati
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Una donna uccisa ogni tre giorni dal proprio fidanzato, compagno, marito o ex marito. In Italia i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale eppure uno degli strumenti tecnologici che sono stati individuati in Europa per potersi difendere meglio non decolla come dovrebbe. Ben poco pubblicizzata la app Mytutela nonostante il riconoscimento europeo e il plauso dei centri antiviolenza: fatica ancora a diventare un deterrente essenziale visto che è stata pensata per raccogliere in tempo reale le prove di stalking e le minacce, oltre che a certificare le chat e gli screenshot in modo da renderli validi in tribunale.

Una volta importati i dati, le conversazioni, i messaggi automaticamente finiscono custoditi in modalità forense e criptati, proteggendoli anche nei casi in cui il cellulare venga danneggiato o perso. 

La app (www.mytutela.app) è stata inventata da un due giovani informatici romani per appoggiare in tribunale le vittime di violenza domestica e di genere è stata inclusa tra i migliori lavori europei, fino ad essere menzionata e suggerita a chi investiga su questi crimini nel Rapporto Europeo (Fundamental Rights Report 2019). Nel rendiconto annuale viene, infatti, spiegato agli stati membri come sia nata questa applicazione per il telefonino e come effettivamente funziona raccogliendo immediatamente i dati degli stalker e rendendoli in futuro fruibili come prove in tribunale contro bullismo, stalking e molestie.

Troppo spesso le vittime di stalking o di violenze si ritrovano in difficoltà proprio nelle fasi legate ai passaggi successivi alla denuncia perché non sempre riescono, per esempio, a recuperare i messaggi dell'aguzzino o a metterli assieme cronologicamente a dimostrare una escalation minacciosa, come una sorta di storytelling dell'orrore, e portarla poi come prova in aula. Le fasi della giustizia richiedono delle evidenze comprovate soprattutto per riconoscere la volontà del carnefice a fare del male.

Non è la prima volta che le vittime quando si decidono a denunciare il proprio ex fidanzato o compagno e si recano dalla polizia descrivendo le circostanze delle molestie o dello stalking, o il crescendo di violenze psicologiche, verbali e fisiche si trovano in difficoltà. La app è stata studiata apposta per catalogare in modo intelligente e automatico i messaggi vocali, le mail, i messaggi di testo ingiuriosi o minacciosi, trasformandoli automaticamente in prove valide in aula.

La App attraverso un complesso iter raccoglie, trasforma e memorizza i dati su Cloud dove restano archiviati per anni. Per ricostruire la storia di una violenza basta scaricare il serbatoio. Non solo. La App smart è in grado di definire con precisione quando i messaggi, attraverso un particolare linguaggio usato, magari un po' spinto, possono diivenire spie di un pericolo.

Venerdì 26 Febbraio 2021, 10:27 - Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio, 07:24
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