I 206 anni dell'Arma dei Carabinieri: inserto speciale del Messaggero

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L'articolo che apre l'inserto speciale oggi in edicola con Il Messaggero per celebrare il 206° anniversario dell'istitituzione dell'Arma dei carabinieri.

di Giovanni Nistri*

Non c’è una tragedia, nella storia moderna della nostra Patria, che abbia risparmiato i Carabinieri. Da 206 anni il sangue dell’Italia è anche il sangue dell’Arma. Per quello versato nella Grande Guerra, proprio oggi ricorre il centenario della prima Medaglia d’oro al Valor militare concessa alla nostra Bandiera.

L'Arma dei Carabinieri festeggia 206 anni. Gli auguri di Mattarella: «Un valore immutato»

Un secolo fa è nato Salvo D’Acquisto, che si è immolato nel secondo conflitto mondiale per salvare ventidue persone da una rappresaglia. E ancora nel 1920 ha visto la luce Carlo Alberto Dalla Chiesa, il generale che, dopo aver sconfitto il terrorismo, è stato assassinato dalla mafia.
 



Siamo stati in prima linea nelle emergenze belliche e criminali, nelle campagne inondate dalle alluvioni, nei borghi rasi al suolo dai recenti terremoti.
Per il coronavirus contiamo ad oggi dieci Vittime, che si uniscono alle tantissime Altre dovute a un male inaspettato. Nella nostra Festa, quest’anno così amara, ci raccogliamo a onorarLe: un solo istante, ‘ché poi dobbiamo andare. Nei mesi in cui il mondo si è fermato, il nostro passo non ha rallentato.
Non potevamo permettercelo, noi non possiamo mai. Il delitto non si arresta per una pandemia. E al controllo del territorio si sono aggiunte nuove verifiche sui luoghi di lavoro, sul rispetto di norme sanitarie preposte al bene di tutti, e nuovi filoni operativi a prevenire crimini di profittatori e speculatori di ogni risma, quelli di sempre, in fondo.
È servito pure qualcos’altro: piccole azioni come consegnare le pensioni agli anziani, portare generi di necessità nelle contrade più isolate, recuperare le bombole d’ossigeno esaurite, donare il plasma per aiutare le cure. Un’assistenza svolta con generosità dagli uomini e dalle donne dell’Arma, le quali nel 2020 compiono i primi venti anni di servizio nell’Istituzione.
Del resto, da italiani, siamo gli eredi di una grande storia. Fin da Cicerone sapevamo che «non siamo nati soltanto per noi stessi». E un patriota del Risorgimento come Niccolò Tommaseo ci ha insegnato, con l’esempio e la letteratura, che «il dovere non si adempie se non si fa più del dovere».
All’emergenza seguirà la ricostruzione, come è avvenuto dopo ogni altro dramma. Ci stiamo preparando ad affrontare il futuro, anche riconsiderando “laicamente” ciò che avremmo dovuto fare meglio, in tutti i campi. Stiamo adeguando le nostre dotazioni, adattando gli uffici per il contatto con il pubblico, sviluppando tecnologie per svolgere i nostri compiti con la necessaria attenzione alle nuove minacce, non solo quelle sanitarie. Ci avrete accanto per tutta la salita. Ci troverete all’uscita da questo tunnel.
Non c’è una tragedia moderna che abbia risparmiato i Carabinieri. Ma non c’è distanza sociale che possa tenerci lontani dalla nostra gente. Non c’è una mascherina che ci impedirà di sorriderle, né altro, qualsivoglia d’altro, che sia capace di distoglierci dai nostri doveri nei confronti della Nazione. 

* Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri



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