CORONAVIRUS

Coronavirus, salgono a 16 i paesi che rifiutano l'ingresso agli italiani

Giovedì 27 Febbraio 2020
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Coronavirus, 11 paesi

Salgono a 16 i Paesi che hanno deciso di bloccare l'ingresso agli italiani come misura preventiva contro la diffusione del coronavirus. Sono IsraeleGiordania, Arabia SauditaEl Salvador, Mauritius, Turkmenistan, IraqCapo Verde, Kuwait, Seychelles, Figi, Isole Salomone, Nauru, Isole Marshall, Angola. Il Bahrein ha deciso un divieto di ingresso per chi arriva dall'Italia e non è residente. La Nuova Zelanda, così come Qatar, Bangladesh e Vietnam, impone un periodo di quarantena a casa a chi viene dal Nord Italia. Il ministero degli Esteri indiano ha sospeso il rilascio del visto elettronico (e-Visa) per i cittadini italiani. L'elenco viene costantemente aggiornato sul sito ViaggiareSicuri della Farnesina. Gli Stati Uniti non hanno chiuso i confini ma hanno innalzato l'allerta nei confronti dell'Italia al massimo livello, ovvero il "divieto di viaggio" nelle zone del nord più colpite dall'epidemia e screening su chi è diretto negli Usa.

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ISRAELE
Vietato l'ingresso in Israele a chi arrivi dall'Italia. L'El Al, la compagnia di bandiera israeliana, ha annunciato di aver sospeso tutti i voli per Italia e Thailandia. Il vettore ha anche annunciato che rimanderà il lancio dei voli diretti per Tokyo fino ad aprile, cosa che sarebbe dovuta invece avvenire il prossimo 11 marzo. Vietato l'ingresso anche a tutti gli stranieri non residenti che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao, in Corea del Sud, in Giappone, in Thailandia o a Singapore nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Israele. Per gli stranieri residenti in Israele - al pari dei cittadini israeliani - è invece previsto l’obbligo di evitare luoghi pubblici (“auto-quarantena”) per i 14 giorni successivi all’ultima data di permanenza sul loro territorio. Per maggiori informazioni si rimanda al sito del Ministero della Salute israeliano.

GIORDANIA
In risposta al nuovo coronavirus COVID-19, la Giordania ha vietato l'ingresso di tutti i viaggiatori provenienti dall'Italia, salvo i cittadini giordani. Ai viaggiatori provenienti da altri Paesi ma che abbiano viaggiato in Italia, Cina, Corea del Sud e Iran nei 14 giorni precedenti l'arrivo in Giordania sarà negato il visto d'ingresso. I viaggiatori in arrivo nel Paese saranno sottoposti a monitoraggio della temperatura corporea e coloro che risulteranno con sintomi riconducibili al virus (febbre) saranno sottoposti a quarantena obbligatoria di 14 giorni presso un ospedale locale. Le compagnie aeree Royal Jordanian e Easyjet hanno sospeso i collegamenti diretti con l’Italia fino a data da destinarsi. La compagnia aerea Ryanair ha manifestato l’intenzione di continuare a operare voli tra Italia e Giordania fino all’11 marzo.

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ARABIA SAUDITA
Le autorità locali hanno disposto su base temporanea il divieto di ingresso in Arabia Saudita con visto turistico da Paesi con casi confermati di coronavirus, inclusa l’Italia, e il divieto di ingresso per compiere l’Umrah e/o visitare la Moschea del Profeta a Medina. È stato fatto inoltre divieto (salvo alcune eccezioni da valutare caso per caso) ai cittadini sauditi e dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo di viaggiare da e per l’Arabia Saudita con la sola carta d’identità (invece del passaporto). Tali misure temporanee saranno oggetto di periodica valutazione e possono dunque subire aggiornamenti. Le autorità locali hanno inoltre rafforzato i controlli sanitari aeroportuali. In particolare, sono stati attivati termoscanner per la misura della temperatura corporea. Nel caso in cui vengano rilevati sintomi compatibili con il COVID-19, le autorità sanitarie locali possono disporre l’applicazione di ulteriori misure sanitarie di tutela.

KUWAIT
Le autorità locali hanno disposto che a chiunque sia stato in Italia, in Cina o nelle Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao o in Iran nelle due settimane precedenti il tentativo di entrare in Kuwait, verrà negato l'ingresso, anche in presenza di un visto o permesso di soggiorno validi. Il Paese ha inoltre annunciato la sospensione di tutto il traffico aereo da/per l’Iran, l’Italia, la Corea del Sud e la Thailandia. Nei terminal dell’aeroporto internazionale del Kuwait sono presenti termo-camere per rilevare la temperatura corporea dei passeggeri. Inoltre, gli equipaggi delle compagnie aeree commerciali sono tenuti a segnalare alle autorità kuwaitiane tutti i passeggeri che posso manifestare sintomi compatibili con il COVID-19, per le valutazioni necessarie da parte delle autorità sanitarie locali.

EL SALVADOR
Le autorità di El Salvador hanno vietato l’ingresso nel Paese a chiunque provenga dalla Corea del Sud e dall’Italia. I cittadini salvadoregni in rientro da questi Paesi dovranno sottoporsi ad un periodo di quarantena di 15 giorni.

ISOLE FIGI
Il governo delle Figi ha adottato una nuova serie di misure. Alla chiusura delle frontiere per tutti i visitatori provenienti dalla Cina continentale e al divieto per gli stessi viaggiatori di imbarco sui voli diretti alle Figi, si aggiunge, a partire dal 28 febbraio, il diniego di accesso per tutti i cittadini stranieri che nei 14 giorni precedenti l’arrivo siano stati (o abbiano anche solo transitato) in Italia, Iran o nella in Corea del Sud (contea di Cheongdo e città di Daegu). Le Inoltre, sempre dal 28 febbraio, tutte le navi da crociera che entrano nelle acque delle Figi saranno tenute ad effettuare il primo ormeggio nei porti di Suva o Lautoka, dove tutti i passeggeri a bordo saranno sottoposti ai controlli medici e alla verifica sui soggiorni precedenti il viaggio.

NAURU
Le autorità locali rifiutano l’ingresso sul territorio a coloro che provengono (anche solo per transito aeroportuale) dall’Italia o che vi siano stati nei 21 giorni precedenti l’arrivo a Nauru. Analoghe restrizioni potrebbero essere applicate dalle autorità locali anche in caso di provenienza da altri Paesi particolarmente a rischio, in cui si è registrata una trasmissione sostenuta del contagio da COVID-19.

ISOLE MARSHALL
Divieto di ingresso (per via area o via mare) a tutte le persone provenienti dall’Italia o che vi siano state dopo il 31 dicembre 2019. Tale divieto si applica anche alla Cina, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao, Corea del Sud, Iran e Giappone.

ISOLE SALOMONE
Ai viaggiatori che provengano (o che abbiano anche solo transitato) da Italia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Hong Kong, Thailandia, Iran, Taiwan o Macao nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel Paese, sarà rifiutato l’ingresso. Le autorità locali potranno valutare l’ammissione sul territorio delle Isole Salomone dei viaggiatori provenienti da Paesi nei quali si siano registrati casi di COVID-19 (inclusa l’Australia), solo se tali viaggiatori potranno dimostrare di non aver viaggiato in nessuno dei Paesi citati e per i quali vige il divieto di ingresso.

BAHREIN
Le autorità aeroportuali, dal 27 febbraio, avrebbero inserito l’Italia oltre al Giappone e all’Iraq nell’elenco dei Paesi per i quali è previsto il divieto di ingresso per i viaggiatori sprovvisti di permesso di residenza. In particolare, si distinguerebbe tra turisti provenienti dall’Italia (divieto di ingresso) e viaggiatori provenienti dall'Italia con permesso di residenza in Bahrein. Questi ultimi sarebbero distinti a loro volta tra sintomatici (per i quali le autorità disporranno l’isolamento ospedaliero di 14 giorni per i necessari accertamenti) e asintomatici (per i quali le autorità disporranno l’obbligo di auto-isolarsi per 14 giorni, con monitoraggio da parte delle autorità sanitarie locali). Qualora i viaggiatori provenienti dall’Italia con permesso di residenza in Bahrein e in auto-isolamento dovessero risultare positivi al coronavirus, verranno trasferiti in isolamento nelle strutture sanitarie identificate dalle autorità locali. Si consiglia prima della partenza di contattare la compagnia aerea prescelta e di consultare le ordinanze rilasciate dal Ministero della Salute del Bahrein, nonché il sito dell’Agenzia di stampa ufficiale. Le Autorità locali potrebbero introdurre ulteriori restrizioni di viaggio con scarso o nessun preavviso.

MAURITIUS
Divieto di ingresso ai viaggiatori provenienti dalle seguenti regioni italiane: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna; nonché ai viaggiatori provenienti da Cina e Corea del Sud. Tutti i cittadini mauriziani che abbiano viaggiato (o anche solo in transito) negli ultimi 14 giorni nelle regioni italiane Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna o in Cina o in Corea del Sud potranno entrare a Mauritius ma saranno sottoposti a quarantena. Le autorità locali si riservano la facoltà di estendere il divieto di ingresso sul territorio anche ad altre categorie di passeggeri (inclusi cittadini italiani provenienti da altre regioni oltre a quelle già menzionate), con scarso o nessun preavviso, si raccomanda quindi di effettuare sempre verifiche con le compagnie aeree e di monitorare questo sito web prima di intraprendere il viaggio.

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CAPO VERDE
Le autorità locali hanno deciso la sospensione temporanea dei voli charter diretti tra l’Italia e Capo Verde.

ANGOLA
Divieto di ingresso nel territorio dell'Angola, a partire dal 3 marzo prossimo, per tutti i cittadini non angolani provenienti dall'Italia. In caso di arrivo presso l'aeroporto internazionale di Luanda, e' previsto il rimpatrio forzato per mezzo della medesima compagnia aerea utilizzata per arrivare nel paese, a spese della stessa compagnia. Alla luce di tale decisione delle autorità angolane, è possibile che i cittadini italiani in possesso di un biglietto aereo dall'Italia per Luanda vedano cancellati i loro titoli di viaggio. Si raccomanda di verificare questo aspetto direttamente con la compagnia aerea di riferimento. La stessa misura è stata adottata nei confronti di chi proviene da Cina, Corea del Sud, Iran, Nigeria, Algeria e Egitto. 

TURKMENISTAN
Niente visto di ingresso ai cittadini dei Paesi in cui sono stati accertati casi conclamati di infezione, inclusa l'Italia, e la sospensione dei voli con Cina e Thailandia. Le autorità locali prevedono per i viaggiatori in arrivo procedure di controllo sanitario differenziate. Le stesse saranno più approfondite, con esami di laboratorio presso centri sanitari, per i viaggiatori provenienti da paesi che hanno registrato un numero più elevato di casi di contagio da COVID-19, mentre più snelle per i Paesi dove il numero dei casi di contagio è inferiore, fatta salva la possibilità per le stesse autorità locali di disporre controlli più approfonditi a seconda dei singoli casi. Al riguardo, si registra che le autorità migratorie turkmene stanno vietando l’ingresso nel Paese di cittadini stranieri provenienti da Paesi europei (inclusa l’Italia) nei quali si sono accertati casi di infezione del Covid-19 (nuovo coronavirus). 

VIETNAM
Il Governo vietnamita ha disposto la chiusura delle frontiere con la Cina dal 30 gennaio e la sospensione dei voli con la Cina a partire dal 4 febbraio. Chiunque faccia ingresso nel Paese deve compilare una specifica dichiarazione sanitaria. Dal 5 febbraio le Autorità negano l’ingresso nel Paese a quanti abbiano soggiornato in Cina nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Vietnam. Si informa inoltre che è stata disposta la chiusura di asili, scuole e università (nazionali e internazionali) per tutto il mese di febbraio 2020. Le autorità locali si riservano la facoltà di adottare misure restrittive all’ingresso, fino al respingimento in frontiera, con scarso o nessun preavviso, anche nei confronti di viaggiatori provenienti da altre aree a rischio, ivi inclusa l’Italia. 

SEYCHELLES
Ad eccezione dei cittadini delle Seychelles e dei residenti nel Paese, le autorità locali hanno vietato a tutte le compagnie aeree con voli diretti alle Seychelles di imbarcare passeggeri che siano stati in Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni. Analogamente, i passeggeri che arrivano via mare non potranno sbarcare se sono stati Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni. Tutti i residenti di ritorno che sono stati in Italia, Cina, Sud Corea e Iran saranno messi in quarantena obbligatoria per 14 giorni all'arrivo. Le autorità locali possono estendere tali misure anche nei confronti viaggiatori provenienti da altri Paesi in cui si stiano verificando fenomeni di contagio da coronavirus. Per maggiori informazioni consultate il sito del Ministero della Salute.

IRAQ
Nel ricordare che sono sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo in Iraq, si informa che, al fine di prevenire la diffusione del COVID-19 (nuovo coronavirus), le autorità irachene hanno chiuso le frontiere con l’Iran e hanno vietato l’ingresso ai viaggiatori provenienti – direttamente o in transito – dalla Repubblica Popolare Cinese, dall’Iran, dalla Thailandia, dalla Corea del Sud, dal Giappone, da Singapore e dall’Italia. La popolazione presente nel paese è stata inoltre invitata ad evitare viaggi nella provincia di Najaf, mentre scuole e università rimarranno chiuse per 10 giorni. Non risultano al momento restrizioni all’ingresso per i cittadini italiani nel Kurdistan iracheno, dove è vietato l’ingresso ai soli viaggiatori provenienti da Cina e Iran.

QATAR
Le autorità aeroportuali del Qatar richiedono a tutti i passeggeri provenienti dall'Italia - anche se asintomatici - di osservare un periodo obbligatorio di quarantena della durata di 14 giorni o, in alternativa, di fare rientro in Italia senza uscire dall’area di transito aeroportuale. Le predette misure si aggiungono a quelle già adottate per i passeggeri provenienti da Cina, Corea del Sud e Iran, cui è consentito il solo transito. A coloro che, pur provenendo dai Paesi menzionati, possiedono un regolare permesso di residenza in Qatar, verrà richiesto – anche se asintomatici – di osservare un periodo obbligatorio di auto-isolamento a casa o quarantena in strutture specifiche per un periodo di 14 giorni. Tutti i passeggeri provenienti da Italia, Cina, Corea del Sud, Hong Kong, Giappone, Iran, Macao, Malesia, Singapore, Thailandia e Taiwan che presentano sintomi quali febbre, tosse e altre difficoltà respiratorie verranno trasferiti in strutture ospedaliere per accertamenti. E’ stato inoltre sospeso il traffico aereo con la Repubblica Popolare Cinese dal 3 febbraio scorso. Si informa che alcuni Paesi dell’area, tra i quali Turchia, Libano, Giordania e Kuwait, hanno sospeso il traffico aereo con l’Italia ed altri Paesi considerati a rischio. Si raccomanda di verificare con la compagnia aerea l’operatività del proprio volo e la possibilità di imbarco.

BANGLADESH
I viaggiatori provenienti dall'Italia saranno sottoposti a quarantena domiciliare obbligatoria. In presenza di sintomi all'arrivo o nel caso in cui i sintomi siano sviluppati durante il periodo di quarantena domiciliare, gli stessi saranno condotti presso apposite strutture sanitarie. E’ stato inoltre sospeso il rilascio del visto di ingresso in aeroporto per i cittadini cinesi, che ora possono ottenerlo solo previa presentazione di un certificato medico che attesti che non abbiano contratto il virus. 

VIETNAM
Quarantena obbligatoria per tutti coloro che arrivano dall’Italia, dalla Cina, dalla Corea del Sud o dall’Iran o che siano stati (anche solo per transito) in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Vietnam. In alternativa, i viaggiatori in arrivo potranno reimbarcarsi sul primo volo disponibile, senza uscire dalla zona aeroportuale di transito. A partire dalle ore 12.00 locali del 2 marzo viene temporaneamente sospesa per i cittadini italiani l'esenzione del visto per soggiorni fino a 15 giorni. Chiunque voglia entrare nel Paese deve ottenere il visto dalle Rappresentanze diplomatiche vietnamite all'estero oppure attraverso il sistema di e-visa vietnamita. Continuano ad essere validi i visti e i permessi di soggiorno già concessi ed i possessori possono quindi entrare nel Paese, a condizione di sottoporsi alla quarantena obbligatoria prevista se in provenienza o transito dall'Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel Paese. E’ stata inoltre disposta la chiusura delle frontiere con la Cina dal 30 gennaio e la sospensione dei voli con la Cina a partire dal 4 febbraio. Chiunque faccia ingresso nel Paese deve compilare una specifica dichiarazione sanitaria. Dal 5 febbraio le Autorità negano l’ingresso nel Paese a quanti abbiano soggiornato in Cina nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Vietnam. Le autorità locali si riservano la facoltà di adottare misure restrittive all’ingresso, fino al respingimento in frontiera, con scarso o nessun preavviso, anche nei confronti di viaggiatori provenienti da tutte aree a rischio, ivi inclusa l’Italia. 
 

Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 19:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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