Sotto Covid, parrucchiere col pappagallo
«I bambini non fanno più storie»

Sotto Covid, parrucchiere col pappagallo «I bambini non fanno più storie»
di Mario Mariano
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Domenica 2 Maggio 2021, 09:56

PERUGIA All’anagrafe Pan Haiyong, per  gli amici Pan Andrea, è un parrucchiere cinese arrivato a Perugia 13 anni fa: “Vieni in Italia, qui c’è lavoro e ti troverai bene”, gli avevano consigliato. Nessun pentimento, una integrazione neppure complicata, la comunità cinese è tra le più floride anche in Umbria e non lascia nessuno in balia di se stesso. Andrea ha perfezionato il mestiere con corsi di formazione e seguendo da vicino chi conosce l’arte dell’acconciatura dei capelli. I clienti del centro di via Cortonese, dove il personale è impegnato a servire uomini e donne, aspetta anche un’ora per sedersi alla poltrona di Andrea. I più giovani danno indicazioni precise sul taglio, sembrano anche pignoli, gli altri si affidano al suo estro. Perché il novello Figaro di rossiniana memoria (“tutti mi cercano, tutti mi vogliono” ) è così gettonato? Grazie al merito, ma anche per una operazione di marketing che sta dando i suoi frutti: il giovane coiffeur lavora con un pappagallo sulla spalla. Un valore aggiunto perché il cliente può così godere anche di qualche battuta che i due si scambiano dopo continue schermaglie dialettiche. Il pappagallo non ha ancora un anno di vita, ma subito dopo l’acquisto  in un negozio esotico di San Sisto ha avuto un nome, Tan Tan. Per ora il vocabolario è limitato, ma qualche frase è scandita con chiarezza, come quando dice ‘Ciao papà, come stai ?’.

“Lo alleno sia quando sono al lavoro che quando torniamo a casa. Come è maturata l’idea di portarlo a negozio? Notando che era nervoso, manifestava disappunto, se avesse parlato avrebbe detto: ma perché non mi porti con te?”. Così ho chiesto al mio titolare se potevo portarlo al lavoro, lui ha detto di sì ed è stato subito un successo. I bambini non fanno più i capricci e i grandi chiedono una foto, solo le signore sembrano interessate di meno”. L’amore per gli animali ha assistito Andrea già quando viveva con la famiglia a Zheijang, nella Cina del sud, ma anche a Perugia non si sta facendo mancare nulla: la sua casa è come un piccolo zoo, con tre cani, due gatti e un altro pappagallo, Emulo. L’amico degli animali dedica tanto tempo a rafforzare la relazione con gli amici a quattro zampe, ne verifica i progressi, propone esercitazioni su tutti i fronti.

“Certo che parlo con loro, ad esempio uno dei cani è formidabile, è capace di aprire e chiudere le porte di casa, di accogliere gli ospiti, di fare piccole commissioni. Rientrare dal lavoro e ricevere una accoglienza gioiosa quasi cancella la fatica di una giornata sempre in piedi”. E la gelosia quale ruolo svolge? “Conosco le loro esigenze, c’è chi vuole più attenzioni e chi meno. Tan Tan, per esempio, è felice di riceverne tante, si sente gratificato ed io con lui. Stiamo insieme anche in pausa pranzo, viviamo in simbiosi”.

Un’idea geniale, quella di avvicinare un animale alla clientela, una mossa anticrisi Covid! “Non abbiamo perduto un cliente e da quando Tan Tan viene a negozio il lavoro è aumentato”. Chissà se il volatile coloratissimo chiederà le provvigioni!

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