CORONAVIRUS

Sepiacci, Umbria Top Wines: «Una
risposta veloce o il settore rischierà
grosso. Già in piedi varie proposte»

Martedì 28 Aprile 2020 di Michele Bellucci
PERUGIA - Si sarebbe dovuto svolgere dal 19 al 22 aprile il Vinitaly 2020, il più importante evento italiano a tema vino, ma l’emergenza sanitaria da Coronavirus ha costretto a un rinvio di 12 mesi. L’ennesimo duro colpo per il settore vitivinicolo italiano e umbro in particolare, con le 60 cantine della regione rimaste al palo dopo mesi di preparativi, considerando che il mancato appuntamento di Verona si aggiunge al rinvio del Prowein di Dusseldorf con 29 aziende umbre che erano pronte a volare in Germania a metà marzo: «Le aziende e l’Umbria del vino in generale hanno perso due momenti annuali importantissimi - spiega Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines, la società cooperativa che raggruppa la maggioranza delle aziende vitivinicole regionali - in termini di contatti, pubbliche relazioni, contratti commerciali e immagine. Ora sono tutti pronti a rivedere, con fiducia e in collaborazione con la Regione, la promozione dell’Umbria del vino per il 2020 anche con nuovi strumenti, senza sottovalutare però la difficile situazione e gli enormi danni provocati dalla pandemia». L’intero settore vitivinicolo umbro sta infatti subendo un contraccolpo durissimo, vedendo messi a rischio i 35 milioni di euro di export (cifra relativa al 2019 secondo i dati Istat) e trovandosi con percentuali altissime di vino invenduto a pochi mesi dalla prossima vendemmia: «Tutto il canale ho.re.ca. (Hotellerie, Restaurant, Café, ndr) è chiuso e in gran parte era quello il principale sbocco di vendita. La Grande distribuzione organizzata ha meccanismi che non la rendono adatta a tutti i produttori e lì il margine di guadagno è minimo. Inoltre l’esportazione è sostanzialmente ferma, quindi non resta che la vendita diretta, ridotta tra l’altro alle persone che stanno nello stesso comune. Certo, la maggior parte delle aziende si sono mosse per incentivare l’ecommerce ma si parte da percentuali bassissime, in media l’1% del fatturato. Questo significa che gran parte del vino rimarrà in cantina e da agosto in avanti molti si troveranno in difficoltà anche per lavorare e stoccare il vino della prossima vendemmia».

Le proposte sul tavolo sono molte, dalla distillazione, ovvero la fornitura di alcool per l’emergenza con uno stock al prezzo di costo, alla vendemmia verde che significherebbe raccogliere meno uva riducendo sia le spese che la produzione, passando per il cosiddetto ammasso privato. Ovviamente si cercano misure incentivanti per le singole cantine, anche recuperando risorse dagli stanziamenti per le attività di promozione che non sono partite: «Stiamo parlando di misure per poter tenere in vita un comparto che rischia grosso - ammette Sepiacci senza mezzi termini - e l’Umbria non può permettersi passi falsi. Speriamo che ci saranno anche delle opportunità e dovremo assolutamente coglierle. Parliamo soprattutto di esportazione, anche perché il grosso della partita si gioca lì. Il vino umbro non è molto conosciuto e Umbria Top, che ha come missione quella di farlo conoscere nel mondo, potrebbe avere un ruolo decisivo. Ci stiamo confrontando con la Regione e sembra che la nostra idea stia piacendo, ovvero quella di promuovere l’immagine di un territorio che anche in questa emergenza è rimasto ai margini. Le più famose aree di produzione italiane sono state colpite dal virus con maggiore violenza, mentre l’Umbria per fortuna meno. La proposta è condurre un’attività promozionale che metta in evidenza le particolarità dell’intera regione, fatta di territori diversi ognuno con le sue interessanti peculiarità. Il messaggio punterà soprattutto a raggiungere mercati come quelli di Germania, Benelux, Inghilterra, Cina e Stati Uniti».

E mentre l’Umbria del vino è pronta a ripartire con nuovo slancio, sembra del tutto fuori fuoco l’attuale dibattito sul presunto grande problema dell’agricoltura, quello del reperimento della manodopera: «Al centro della discussione c’è la mancanza di bassa manovalanza, con retribuzioni, garanzie e diritti minimi - chiarisce il presidente di Umbria Top Wine - ma nel mondo vitivinicolo questo non esiste. Qui si utilizzano squadre di professionisti, pagate e tutelate il giusto. Certo, va detto che i voucher erano lo strumento ottimale, perché ogni imprenditore andava all’Inail e registrava singolarmente persone che conosceva direttamente. Oggi si è costretti a lavorare con delle squadre e diventa molto difficile avere un controllo puntuale. Personalmente auspico un ritorno a dei sani voucher. Il lavoro agricolo ha bisogno di gente formata e preparata, ma conoscendo il nostro mondo non mi sento molto ottimista in tal senso. Del resto la qualità in una produzione, come quella del vino, si fa raccogliendo a mano, però il personale con le giuste competenze difficilmente si trova». 

Intanto da qualche giorno il molte delle cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino Umbria stanno promuovendo insieme, anche con il supporto di Umbria Top Wines, la possibilità di ordinare e ricevere a domicilio i loro vini, “in totale sicurezza e nel rispetto delle misure di contenimento del Covid-19” si legge sulla pagina Facebook ufficiale del MTV. Ecco la lista di quelle aderenti ad oggi, che ho possibile contattare attraverso i relativi siti web: Colle di Rocco, Cantina Sasso dei Lupi, Agricola Colle del Magghio, SAIO Assisi, Cantine Zanchi, Perticaia Cantina Winery, Tenuta di Salviano, Vetunna - Cantine Bettona, Mevante, Cantina Goretti, Terre Margaritelli, Cantina Dionigi, Cantina Terre de Trinci, Cantina Roccafiore, Fattoria di Monticello, Chiorri, Azienda Agraria Carlo e Marco Carini, Cantine Giorgio Lungarotti, Adanti Azienda Agricola, Argillae, Cantina Castello di Corbara, Locanda Palazzone, Cantine Blasi, Cantina Baldassarri, Cantina Terre de Trinci, Cantine Briziarelli, Castello di Magione, Cantina Di Filippo, Duca della Corgna, Cantina La Veneranda, Milziade Antano Fattoria Colleallodole, Cantine Neri, Pucciarella Azienda Agricola, Sportoletti, Tenuta le Velette, Tenuta Vitalonga e Terre De La Custodia.
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