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Papà Stefano, il prof con la passione per il canto

Stefano Pannacci
di Massimo Boccucci
4 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Agosto 2022, 08:09 - Ultimo aggiornamento: 08:10

Stefano era buono, generoso e gentile. Lo descrive così chi l'ha conosciuto. L'amore per i due figli e per il percorso completato da insegnante all'istituto d'istruzione superiore perugino Pascal a Piscille, con una grande passione per il canto. Stava ristrutturando la casa nella frazione di Casa Gori, la prima entrando da Perugia a Valfabbrica dove risiedeva da dodici anni e non aveva parenti, vivendo soprattutto nel capoluogo umbro a San Sisto, mentre il figlio con la madre in via Machiavelli. Il sessantatreenne Stefano Pannacci era tornato dalla Svezia dov'era andato nei giorni scorsi con l'ex moglie a riprendere il figlio Claudio ventiseienne con problemi e che si era stabilito in quel Paese, stando a quanto raccontano gli amici sulle vicende personali e familiari degli ultimi tempi. Lui e la madre del ragazzo stavano cercando, a quanto pare, di risolvere queste problematiche complesse dopo aver cercato invano la sistemazione in un'istituto e prospettandosi adesso una possibilità a Siena dopo l'estate, anche se il giovane avrebbe reagito fortemente contrariato. Di questo non si dà pace la mamma, che avrebbe rivelato al figlio le intenzioni trovando appunto una brutta reazione. L'amministrazione comunale di Perugia ha espresso la vicinanza alla famiglia. La notizia a Valfabbrica si è diffusa ieri mattina: in pochi lo conoscevano, lo stesso sindaco Enrico Bacoccoli - che ha trasmesso i sentimenti di vicinanza alla famiglia - ne aveva sentito parlare non conoscendolo personalmente anche perché Stefano non frequentava particolarmente la zona. Segnali d'affetto sono venuti dall'istituto scolastico di Piscille: «Con profonda commozione - è scritto sui social - ci uniamo al dolore della famiglia del nostro caro professore e di suo figlio Claudio». I sentimenti del profondo dolore vengono espressi dal coro polifonico “Le voci del Chiascio”, diretto dal maestro Cem Ataç, che a Valfabbrica è attivo da cinque anni e da un anno veniva frequentato da Stefano, il quale aveva avuto un'esperienza precedente con la Schola Cantorum della parrocchia Santa Maria Assunta di Monteluce a Perugia. «Aveva dei modi davvero garbati e gentili – ricorda commosso Enrico Fermentini, presidente del coro Le Voci del Chiascio -, lo trovavamo sempre affabile e disponibile. Una persona davvero speciale con la quale parlavamo tutti sempre molto volentieri. Si era integrato benissimo nel nostro gruppo composto di diciassette appassionati. Lui era l'unico tenore e aveva già partecipato a qualche concerto». Fermentini racconta che Stefano gli aveva parlato del viaggio in Svezia per andare a riprendere il figlio Claudio e che per questo avrebbe saltato qualche appuntamento con le prove del coro. Tutto il gruppo della corale valfabbrichese ha voluto rendergli omaggio postando un brano sulla pagina Facebook Le Voci del Chiascio e lasciando una testimonianza particolarmente significativa: «Ci sono persone così rare, che non dovrebbero conoscere la morte. Persone che, nel silenzio della modestia, custodiscono intelligenza, nobiltà d’animo, generosità. Che sorridono con la discrezione di chi vive in comunità autentica con chi gli è accanto. Stefano Pannacci è stato un compagno di coro prezioso, e non solo per le sue indubbie doti musicali, ma per la sua straordinaria umanità. Mai è arrivato alle prove senza sorridere a ognuno di noi. Eppure, negli ultimi tempi, avrebbe avuto ragioni più che valide per sorridere di meno. La sua morte, che ci lascia svuotati e attoniti, è il segno di quell’umanità così profonda e forte, che in un padre prende i tratti del sacro. Ci mancherà per la sua presenza forte e umile, per il suo canto e il suo sorriso. E non è retorico dire che resterà con noi, a dirci sempre che un coro non è un insieme di voci, ma di uomini e donne che nella musica radicano il bene dell’amicizia»

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