Sanità a Terni, i sindacati: "Siamo allo stremo". L'impegno del prefetto a mettere tutti intorno al tavolo

Sanità a Terni, i sindacati: "Siamo allo stremo". L'impegno del prefetto a mettere tutti intorno al tavolo
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Venerdì 8 Luglio 2022, 01:00

Un incontro tra Regione, i dirigenti delle aziende sanitarie del Ternano, i sindaci di Terni, Orvieto, Narni e Amelia, e le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Il prefetto, Giovanni Bruno si è impegnato a mettere tutti intorno a un tavolo nei prossimi giorni, per affrontare le criticità che gli stessi rappresentanti dei lavoratori del sistema sanitario pubblico, appalti compresi, hanno esposto oggi nel corso del presidio organizzato sotto il palazzo del Governo.

“Ringraziamo il prefetto per la disponibilità all’ascolto, l’interesse dimostrato e per essersi fatto carico di promuovere quel confronto che finora ci è stato negato da chi ha la responsabilità politica e organizzativa sulla sanità del nostro territorio - hanno detto al termine del confronto in prefettura i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil di Terni, Claudio Cipolla, Riccardo Marcelli e Fabio Benedetti - Una sanità arrivata davvero allo stremo, in primo luogo per le  assunzioni di personale, ancora insufficienti, che a cascata producono un allungamento delle liste d’attesa, un affollamento dei reparti e del pronto soccorso dell’azienda ospedaliera senza precedenti, e una sovraccarico di lavoro e stress per il personale sanitario, che ora vede a rischio anche le ferie estive”. 

Nel corso del presidio sono state diverse le testimonianze dei lavoratori che hanno invitato la cittadinanza a mobilitarsi in difesa di una sanità pubblica che si sta “lentamente svuotando, a solo vantaggio del privato”.

 “Il nostro obiettivo - hanno detto hanno detto i sindacati - è quello di ottenere risultati concreti in termini di miglioramento dei tre capisaldi della sanità pubblica: prevenzione, cura e riabilitazione. Su questo vogliamo strappare impegni reali alla Regione, a partire dalla riscrittura del Piano sanitario regionale, per la quale Cgil, Cisl e Uil hanno raccolto oltre 8mila firme in Umbria, così come all’azienda ospedaliera e alla Usl, perché l’attuale situazione non è più tollerabile”. 

Le organizzazioni sindacali hanno detto che la mobilitazione non si ferma.
 

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