Berrettini ci prova, inserito nel programma di gioco: «Vi farò sapere appena prenderò una decisione». Sinner si scalda

Berrettini ci prova, inserito nel programma di gioco di domani delle Atp Finals
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Lunedì 15 Novembre 2021, 17:26 - Ultimo aggiornamento: 20:00

Matteo Berrettini ce la fa o non ce la fa? È ancora senza una risposta chiara e definitiva la domanda che accompagna il pubblico delle  Atp Finals da ieri sera. Anche se gli ultimi segnali sono di speranza, o quanto meno lasciano aperte le possibilità. Da quando l'italiano è stato costretto da un infortunio agli addominali a ritirarsi dall'incontro con Alexander Zverev, comunicazioni ufficiali sulle sue condizioni di salute non ce ne sono, eppure gli organizzatori del torneo hanno fissato per domani sera la partita contro il polacco Hubert Hurkacz. C'è dunque un barlume di speranza di rivedere in campo il 25enne romano, dopo le lacrime di ieri sera, ma nel giorno dell'esordio vincente del campionissimo Novak Djokovic, che ha battuto 2-0 Casper Ruud, restano i dubbi. E la riserva Jannik Sinner, che potrebbe subentrare in caso di forfait, tiene accesi i motori. «I medici stanno valutando - il messaggio social di Berrettini in serata - presto decido e vi farò sapere».

Le indiscrezioni che si rincorrono al Pala Alpitour, il palazzetto per cui il Cts ha respinto la richiesta di aumentare del 7,5% la capienza lasciandola al 60%, è che Berrettini voglia provare a tornare subito in campo, nonostante i muscoli addominali gli procurino un grosso dolore e fastidio, un problema che si è riacutizzato dopo lo stop di febbraio scorso in Australia. «Matteo ha detto che l'ha sentito in maniera diversa. E stavolta si è fermato subito, non ha giocato sul dolore. Si è svegliato meglio di come accaduto in Australia - dice Filippo Volandri, capitano non giocatore dell'Italia per la Coppa Davis -. La diagnostica in un primo momento, con l'ecografia, lascia ben sperare. Ma bisogna attendere l'esito della risonanza».

Oggi l'atleta non si è allenato, costretto dall'infortunio a passare la giornata tra il Centro di Medicina dello Sport, la struttura nella pancia dello stadio Olimpico Grande Torino di fianco alla casa del tennis mondiale, e la clinica Fornaca, un'eccellenza cittadina per le visite cui si è sottoposto. Il morale non può che essere basso, «ma è sempre tornato più forte ogni volta che ha affrontato infortuni - aggiunge Volandri - e sicuramente supererà anche questo». «Gli mando un grande abbraccio, posso immaginare come si senta perché questo era un torneo speciale per lui e per tutto il tennis italiano», dice Djokovic, che ha vinto senza particolari problemi contro Ruud: un'ora e 33 minuti per avere la meglio sul norvegese 7-6 e 6-2 e conquistare il pubblico col suo italiano spigliato. «Mi sento meglio a parlare in italiano, ho quasi dimenticato l'inglese e il serbo perché l'Italia è un pò la mia seconda casa», le sue parole dopo la vittoria contro Ruud e la consegna della coppa per aver concluso un altro anno al primo posto del ranking mondiale.

«È difficile confermarsi, devi giocare con continuità per tutta la stagione e su tutte le superfici - spiega col sorriso - Condivido questo trofeo con la mia famiglia e con chi mi ha aiutato per riuscire ad essere ancora qui». Per Djokovic sta diventando quasi una formalità, ma in realtà il serbo ha scritto la storia: nessuno si era mai confermato per sette anni di fila come migliore al mondo di questo sport. E Djokovic ha addirittura migliorato il risultato del suo idolo: «Quando avevo quattro anni mi sono innamorato del tennis grazie a Pete Sampras - il ricordo del serbo sul campione che si fermò a sei anni consecutivi - ed è stata la mia prima immagine di questo sport. Ho chiesto a mio padre di comprarmi la racchetta, sognavo di incontrare lo statunitense e questo è un traguardo incredibile per me». In serata, sono Tsitsipas e Rublev i protagonisti della seconda gara del 'gruppo verdè, col Pala Alpitour che continua a far segnare grandi risultati di affluenza. Un motivo in più, per gli organizzatori, di dispiacersi della decisione del Cts di non aumenartare come avevano chiesto la capienza del palazzetto. La situazione epidemiologica non ammette deroghe, per cui resterà al 60%, con buona pace di chi si è visto annullare i tagliandi acquistati.

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