Roma a due volti: l'attacco esplosivo, la difesa perde i pezzi

foto Mancini
di Alessandro Angeloni e Stefano Carina
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Sabato 20 Febbraio 2021, 07:30

Un po’ uno, un po’ l’altro. Siamo in clima staffetta. In Europa l’esperimento è perfettamente riuscito: un gol a testa e qualificazione in tasca. Al momento, che Dzeko e Mayoral giochino insieme non se ne parla. Fonseca lo ha detto e ripetuto più volte. Tuttavia per ora Paulo sta ottenendo dai due il massimo («questa squadra mi somiglia, siamo più forti rispetto a quando sono arrivato, vorrei vincere un titolo», le sue parole ai canali del club). La rivalità porta sempre a qualcosa di buono: Capello caricava Montella lasciandolo spesso in panchina. Il portoghese invece ha ottenuto una reazione da Dzeko, l’acuto dell’altra sera lo dimostra. Il prossimo passo dovrà portare Edin al rendimento di un tempo. Anche se la Roma, questa Roma, sta facendo a meno del centravanti da 25 gol. Perché ad andare in rete sono altri. Il bosniaco e Mayoral insieme ne hanno segnati 19, dieci lo spagnolo (sei in campionato e quattro in Europa League) nove l’ex City (sette e due). Così accade che nella Roma il bomber di campionato diventi Mkhitaryan, con 9 centri. Undici aggiungendo i gol in Coppa Italia (1) e in Europa League (1).

Roma, Fonseca: «Siamo più forti di un anno fa, vorrei vincere un titolo»

Roma, Fonseca punta sulla difesa a tre anche in emergenza. Fazio pronto al ritorno

L’armeno è il più continuo anche nelle presenze: ventuno gare di campionato, sei in Europa e una in Coppa Italia. Discorso diverso per Pedro, che ha avuto qualche problema fisico, anche se il suo contributo realizzato non è mancato, specie nella prima parte. Sono quattro le reti in campionato: tre nelle prime sei partite e un gol anche in Europa League. I gol, quindi, arrivano come coppia, Mayoral e Dzeko e come squadra. Spalletti spesso diceva che non conta chi segna, ma che si segni. Quindi, il centravanti spaccaporte serve sempre. Non avendolo, Fonseca sta ovviando a questa mancanza. Se consideriamo le reti di Pellegrini (cinque) e di Veretout (dieci), si arriva a cinquanta gol (uno ne ha fatto anche Perez, che è quello che gioca meno di tutti, tra l’altro, la rete al Benevento, avversario di domani al Vigorito). Cinquanta su sessantaquattro in totale, quarantasette in campionato, quindici in Europa League e due in Coppa Italia. Ora al gruppo si aggiunge El Shaarawy che ha riesordito a Braga in questa sua seconda avventura nella Roma. In attacco, dunque, c’è abbondanza e di staffette ne vedremo altre. Le alternanze, giocando ogni tre giorni, diventeranno la normalità, senza considera possibili infortuni e squalifiche (occhio ai diffidati: Cristante, Kumbulla, Ibanez, Bruno Peres, Veretout, Villar). 
BRYAB CI PROVA 
Molto meno si potrà ruotare dietro. Almeno adesso. Perché l’emergenza è totale. Ergo, chi sta bene gioca. Out Smalling (lesione flessori coscia sinistra), Kumbulla (quadricipite destro), Ibanez (noia al flessore destro) e Cristante (lombalgia). L’unico che farà un tentativo per domani è il centrocampista che da ieri sta svolgendo terapie alla schiena. Si deciderà in extremis. Sarà comunque inevitabile riaggregare almeno uno tra Fazio e Jesus (confermando Spinazzola centrale), esclusi dalle liste in Europa League. Tra i due, se Cristante non dovesse farcela, il favorito a scendere in campo è l’argentino che stava già entrando contro l’Udinese, quando il brasiliano aveva lamentato un primo fastidio, poi rientrato. A meno che Fonseca non intenda sorprendere ancora. Perché dal 5 luglio (trasferta a Napoli), quando è avvenuto il cambio di modulo, l’unica volta che Paulo è tornato alla difesa a quattro è stato proprio contro il Benevento, nella gara d’andata, lo scorso 18 ottobre. Una partita strana con la Roma travolgente in attacco e distratta in difesa. La sensazione è che si continui con la linea a tre. Con Spinazzola arretrato, spazio a Bruno Peres a sinistra con Karsdorp a destra. Anche perché Santon e Calafiori anche ieri si sono allenati a parte. In mediana Villar e Pellegrini tornano titolari. Pedro insidia Mkhitaryan. 

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