Mourinho o Maurizio (Sarri), chi tra Roma e Lazio ha fatto la scelta giusta?

Mou o Mau, chi tra Roma e Lazio ha fatto la scelta giusta?
di Andrea Sorrentino
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Martedì 9 Novembre 2021, 00:07

A un terzo del cammin del campionato, ci ritroviamo in una camera oscura da cui esce una foto, sa di beffa: Sarri e Pedro, in modi diversi scaricati dalla Roma, che con la Lazio piazzano il sorpasso ed escono a riveder le stelle, sorridenti con l’aria di sottintendere chissà cosa, mentre il fosco Mourinho si macera nel suo inferno personale, disperando di uscirne. Ma è solo un’istantanea, un meme, con la Lazio in ascesa e la Roma che sdrucciola. La differenza è di soli due punti, giusto quelli del derby, e alla ripresa la Lazio affronterà Juve e Napoli, la Roma invece Genoa e Torino. La classifica può essere ingannevole, a novembre.

Poi è un campionato da calma e gesso, da vivere sul lungo respiro. Mai vista una serie A così scarna di campioni. Certi valori sono più omogenei di quanto si pensi, come ha suggerito la confusa spettacolarità del derby milanese, con tanti rovesciamenti, sussulti, tremori e scivoloni: a cominciare dalla strana anarchia dell’Inter, dove non sanno ancora bene chi sia il rigorista ufficiale, assurdo. A Roma, adesso, il mood è che la Lazio sia più avanti e già lanciata, la Roma impantanata in modo inesorabile con l’allenatore in confusione. Sempre di Sarri e Mourinho si parla, di scelte giuste o sbagliate nell’ingaggiarli, tanto nel calcio di oggi si discute solo di allenatori (perché i giocatori sono meno bravi). E a Roma ne abbiamo due maiuscoli, più grandi delle squadre che guidano. Ma forse uno dei due, più dell’altro, ha commesso un errore di valutazione. 

SQUADRA 

Hanno avuto entrambi difficoltà ad adattarsi alla rosa, da cui si aspettavano di più. Sarri ha iniziato peggio, e non ha avuto Zaccagni, il colpo del mercato. Dopo Verona, sempre chino sui suoi appunti-coperta di Linus e gli occhiali sulla punta del naso, è andato incontro alla squadra, da secchione e sensibilone qual è. Visti i problemi di adattamento alle sue idee, ha abbassato il baricentro (per ora), ha ri-rilanciato Cataldi. La vera scossa viene da Luis Alberto, psicologicamente e tecnicamente il barometro del gruppo: se lui è felice, gli altri si rilassano e rendono meglio. Più coinvolto nel gioco, risponde col sacrificio podistico: così può giocare con Milinkovic. Le cose stanno prendendo forma, le grandi sfide dopo la sosta ci diranno di più dei progressi. Mourinho invece, dopo un avvio sprint, è sempre meno a suo agio nei panni del grande asso circondato da ragazzi e da apprendisti (anche ai vertici del club), ed è sbottato: sarà un anno da sangue, sudore e lacrime. Tante sconfitte in avvio gli erano capitate solo negli anni bui al Chelsea o al Manchester. Qua c’è stata pure la disfatta norvegese. In assoluto non ha avuto venti favorevoli, anzi: troppi gol falliti e troppi arbitraggi avversi, ma anche una marea di gol incassati, e quello è sempre un pessimo segnale. Sarri sembra aver instaurato un bel clima interno, José no: se a Mourinho non acquisti i giocatori che lui pretende, è dura andare avanti nella concordia. E lui, ormai, i rinforzi li esige. Bel problema. Ad agosto non fu risolto. Potrà esserlo di colpo tra poco?

NUMERI 

Che la Roma non sia questo disastro, lo certifica il primo posto nei tiri e nei pali colpiti, il quarto nella precisione dei passaggi, Pellegrini primo per tiri e passaggi-chiave. La Roma è tra le migliori difese per tiri concessi agli avversari (9.3 a partita), ma pur avendo lo stesso rendimento del Napoli (9.5) prende quasi il quadruplo dei gol (15 contro 4). La Lazio ha un’efficacia molto maggiore: tira in porta 11 volte a partita rispetto alle 18 della Roma, ma ha segnato 4 gol in più (25-21). Anche perché ha Immobile. 

ARBITRI E PALAZZO 

La Roma è la squadra più bersagliata dagli arbitri: visti episodi grotteschi. E’ tra le più ammonite della A: 34 gialli e 2 rossi (il Napoli 21+2, il Milan 23+1). La sensazione-certezza è che la figura di Mourinho sia determinante: mai dimenticare come andò via 11 anni fa, dopo due stagioni da ultrasqualificato e multato, e la storia si ripete già. Ma anche Sarri ha avuto il suo, con Chiffi a Milano per dire, e anche lui ha polemizzato, redarguito, sui calendari. Sembra non ci sia pazienza, a Palazzo, per entrambi: appena alzano il capino, zac. 

PRESIDENTI 

Il rapporto tra Sarri e Lotito sfiora il grande affetto, se già si va verso il prolungamento del contratto. Si sono incontrati questi due uomini ispidi, quasi coetanei, diversi ma con una certa genuinità in comune, e si sono piaciuti subito, l’uno vedendo l’altro lavorare. Non male come storia. Mourinho e Friedkin procedono affiancati anche loro, a detta di José, anche se sarebbe davvero interessante sapere su quali basi i due si siano accordati a suo tempo, su quale cammino comune, su quali reali progetti. Dal mercato di gennaio qualcosa in più capiremo. Per ora, si sa solo che José non è felicissimo della piega che stanno prendendo le cose.

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