Milan-Inter, il primo derby del lungo addio a San Siro

Milan-Inter, il primo derby del lungo addio a San Siro
di Andrea Sorrentino
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Domenica 7 Novembre 2021, 00:32

Altro che luci. Ruspe a San Siro invece, ormai accadrà, sta per essere ufficiale. La delibera è arrivata. Entro cinque anni verrà giù il vecchio stadio, ricolmo di storia come pochi altri al mondo, tuttora il sito milanese più conosciuto dopo Duomo, Scala e Cenacolo. Lì vicino ne metteranno uno nuovo di pacca, scintillante e senza memoria, circondato da palazzi moderni e verde pubblico, promettono. La storia non cambia, è sempre quella della via Gluck. Stasera assisteremo al derby numero 229 dal 1910 a oggi, ma anche al primo Milan-Inter del lungo addio a San Siro, che resisterà fino al 2026 poi puf, giù tutto, forse lasceranno una tribuna a imperitura memoria.

Chissà se nel 2027, quando verrà inaugurato il nuovo tempio, le proprietà di oggi saranno le stesse, anzi è assai probabile che non lo saranno, ma l’importante, il nodo di tutto, era far partire l’operazione. E’ persino giusto che ad avviare il nuovo corso milanese dopo la Grande Crisi, quando la Juventus spopolava dopo il disimpegno di Berlusconi e Moratti, siano due proprietà straniere nella città più internazionale d’Italia, che stasera accoglierà spettatori da 135 paesi diversi e avrà 150 tv collegate. Sul tutto troneggiano i cinesi dell’Inter e gli americani del fondo Elliott per il Milan, questi ultimi veri promotori dell’operazione-stadio: da quando si sono insediati loro, nel 2018, il progetto ha avuto l’accelerazione decisiva dopo anni di stallo. Sull’impulso cino-americano sono cresciute calcisticamente anche le due squadre, a dire il vero, anzi ora rappresentano il meglio della serie A. 
 

MILANO CAPITALE

A maggio prima e seconda come non accadeva dal 2011 (giocando sempre in un San Siro deserto, curioso), quest’anno prima e terza col Napoli tra i piedi, ma finora hanno espresso il calcio più efficace, non a caso hanno i migliori attacchi: 28 gol il Milan, 25 l’Inter. Il re leone della partita è tanto per cambiare l’infinito Zlatan Ibrahimovic, 13 derby alle spalle di cui 5 con l’Inter e 8 col Milan (ma in rossonero 5 sconfitte), 10 gol segnati, è pronto a digrignare i denti pure stasera. Il Milan di Pioli è a +7 ma gli manca Theo Hernandez per squalifica, più gli infortunati Rebic e Maignan. E’ il primo derby per Simone Inzaghi. Ha tutti a disposizione e le uniche ombre negli ultimi tempi sono state la sconfitta con la Lazio e il rigorino per la Juve a San Siro, poi percorso netto di sole vittorie anche in Champions. Esordio in Milan-Inter per Dzeko, a 35 anni: per far dimenticare Lukaku, non ci sarebbe serata migliore. Rischia di più l’Inter, perché se andasse a -10 sarebbe dura risalire, anche se la sensazione è che stia un po’ meglio. Ma il Milan ha riserve insospettabili sul piano del carattere e dell’intensità. Lo spettacolo come sempre sarà anche la cornice, San Siro ha una sua magia particolare. Ha un valore commerciale di circa 250 milioni, quello affettivo è inestimabile. Eppure sarà abbattuto grazie alla Soprintendenza ai Beni culturali: ha decretato che lo stadio non è di “interesse culturale” per il semplice fatto di non essere un rudere, dato che è stato ristrutturato negli anni Ottanta e dunque, anche se edificato 85 anni fa, non si può considerare un monumento. Da morire dal ridere, ma ormai è andata. 

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