Lazio, Biglia furioso con i medici: oggi la verità sull'infortunio

Martedì 27 Settembre 2016 di Alberto Abbate
 Non è vero che ha forzato, non è vero che voleva giocare a tutti i costi. Non è vero che Biglia si assume la colpa. E' furioso, Lucas, per l'ok ricevuto dai nuovi medici nella risonanza di giovedì. L'argentino sentiva ancora dolore al polpaccio, aveva persino avvisato Inzaghi nel vis-a-vis dell'ultima rifinitura: «Ma se i dottori dicono che è tutto ok, io mi fido», lo sfogo del capitano nei meandri dell'Olimpico domenica sera. In stampelle, sconsolato e preoccupato per l'esito dei controlli di oggi a pranzo: se la contrattura fosse diventata uno strappo, Biglia tornerà a dicembre. Anzi, potrebbe addirittura salutare il 2016 e arrivederci all'anno nuovo. Vita nuova, dedizione nuova: «Stavolta starò fermo, mi riposerò e rientrerò soltanto quando sarò al 100%». La rabbia è tanta per l'ennesimo ko in 8' contro l'Empoli: l'argentino cammina, s'accascia, zoppica, urla dentro. E adesso pure fuori. Non ci sta a passare come uno sprovveduto o un incosciente, non gli piace che la Lazio stia veicolando questo messaggio. Domenica, a caldo, Biglia era imbufalito anche con la società. La ritiene responsabile di un marchio indelebile anche con le pretendenti. Al massimo negli ultimi anni erano arrivate offerte da 15 milioni da Manchester e Valencia (a fronte della valutazione di 25 di Lotito), il motivo è chiaro.
 
RABBIA

Forse per questo il nodo non è solo al polpaccio, ma pure al braccio. Nessun annuncio sul rinnovo del capitano, nonostante il suo agente Montepaone sia a Roma da oltre una settimana. La Lazio ne aveva perso le tracce da più d'un mese, lo aspettava a Formello, ma - dopo ripetuti incontri - manca ancora la fatidica firma a 2,5 milioni più 500 di bonus. Biglia aveva giurato a tutti d'essere pronto a restare, c'è qualche ripensamento? C'è il Milan? Di sicuro adesso c'è una forte arrabbiatura mista a depressione. Biglia comunque di cristallo, i dati parlano chiaro: da settembre 2014 a settembre 2016, otto ko in due anni. Tra problemi muscolari e contusioni di varia natura, il regista aveva saltato 12 partite su 43 nella stagione 2014/15. Fra stiramento al polpaccio, un nuovo problema all'inguine e la caviglia, 13 su 53 l'anno scorso. E oggi non sembra un altro giorno, anzi notte. Eppure Lucas non si sente così delicato e il manager Montepaone lo difende: «Fragile? Sì, 110 partite, più il mondiale 2014, più due coppe America in tre anni, in quanti lo hanno fatto?».

STAFF
E pensare che la Lazio aveva cambiato tutto lo staff medico in estate: «Con l'obiettivo di ridurre gli infortuni», parola del dottor Rodia alla presentazione. Il bollettino in un mese parla di quattro giocatori ai box per lo stesso problema al polpaccio. Probabile risultato della preparazione, ma qui ci s'interroga soprattutto sulle valutazioni degli infortuni. A Udine forse riuscirà a rientrare Marchetti, ma le percentuali sono basse. Basta proverà invece a tornare per Lazio-Bologna, mentre Bastos rischia uno stop di un mese per aver continuato a giocare col Milan. La Lazio intanto non comunica più diagnosi, entità degli infortuni e tempi di recupero. Le risposte non ci sono, gli infortuni si moltiplicano. Insieme ai giocatori che tornano a rivolgersi già al vecchio staff.