Juventus, scatta l'indagine Uefa: a rischio le Coppe. Agnelli, pm Torino chiedono rinvio a giudizio

I pm di Torino chiedono il processo per 12 dirigenti: «Occultate le perdite»

Inchiesta Juventus, chiesto il rinvio a giudizio per Agnelli, Nedved e altre dieci persone
di Claudia Guasco, inviata a Torino
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Giovedì 1 Dicembre 2022, 11:40 - Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 10:24

Da una parte l’inchiesta penale, dall’altra le ispezioni della Consob. A proposito delle quali il direttore sportivo Federico Cherubini (non indagato), in una conversazione intercettata a luglio 2021, in merito alla disinvoltura nella gestione delle plusvalenze diceva: «Per fortuna, alla luce delle recenti visite, ci siamo fermati». È bastato a salvare l’ex presidente Andrea Agnelli e altri indagati dagli arresti domiciliari, respinti dal gip, il passato però non si cancella. Ieri la Procura di Torino ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per i vertici della Juventus, dodici persone più la stessa società.

LE ACCUSE
Si avvicina il processo dunque per Agnelli, per l’ex vice presidente Pavel Nedved, l’ex ad Maurizio Arrivabene, l’ex capo dell’area tecnica Fabio Paratici, oggi al Tottenham, e altri otto indagati. La Procura contesta loro, a vario titolo, plusvalenze artificiali, notizie false sugli stipendi dei calciatori in pandemia, perdite di esercizio inferiori a quelle reali, manipolazione del mercato, dichiarazioni fraudolente con utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, ostacolo alle autorità di vigilanza. Escono di scena invece i tre componenti dell’ex collegio sindacale: il presidente Paolo Piccatti, Nicoletta Paracchini e Silvia Lirici, la loro posizione è stata stralciata a seguito degli interrogatori nei quali hanno dimostrato l’estraneità alle contestazioni e per loro verrà chiesta l’archiviazione. L’inchiesta, avviata nell’estate del 2021 dall’aggiunto Marco Gianoglio con i pm Mario Bendoni e Ciro Santoriello e chiusa il 24 ottobre, si concentra sulle presunte «plusvalenze artificiali» frutto di operazioni di scambio di calciatori con altre società calcistiche e la cosiddetta «manovra stipendi», con carte che sarebbero state firmate sottobanco e accordi segreti con i giocatori per dilazionare il pagamento di quattro mensilità nelle stagioni 2019/20 e 2020/21.

 

Una manovra, sostiene la Procura, che sarebbe stata nascosta alla Consob con un metodo semplice quanto efficace. Le scritture private sottoscritte con 16 calciatori della squadra per 63,6 milioni di euro contenenti «obblighi incondizionati di pagamento degli stipendi oggetto di “rinuncia/riduzione” anche in caso di tesseramento del giocatore con un altro club», non erano custodite nella sede sociale della Juventus, ispezionata a luglio 2021, «bensì occultate presso lo studio legale fiduciario di Torino». Tutto questo, affermano i pubblici ministeri, per «nascondere l’erosione del capitale sociale» e proseguire «indebitamente la negoziazione del titolo» in Borsa. I magistrati hanno depositato 15 faldoni con migliaia di pagine di interrogatori, testimonianze (tutta la squadra, da Rabiot a De Ligt, da Buffon a Sarri), la citazione di Ronaldo, mail e intercettazioni. Ma l’inchiesta potrebbe allargarsi, con il coinvolgimento di società come Atalanta e Genoa che hanno chiuso contratti con la Juventus.

LA UEFA
Intanto si apre un nuovo fronte internazionale per la società bianconera: la Uefa ha comunicato l’avvio di un’indagine sulla Juventus per «potenziali violazioni delle norme sulle licenze per club e sul fair play finanziario». La Uefa «si riserva il diritto di rescindere l’accordo transattivo (raggiunto il 23 agosto 2022) e di intraprendere qualsiasi azione legale che ritenga appropriata». L’accordo a cui fa riferimento è il settlement agreement sul fair play finanziario, che riguarda gli anni dal 2018 al 2022, e per il quale la Juventus aveva fornito le relative informazioni sui propri bilanci. L’azione dell’Uefa (il cui presidente Ceferin è diventato nemico di Andrea Agnelli dopo il tentativo abortito di creare una Superlega) è un atto dovuto, ma qualora venisse accertato l’aggiramento del Ffp attraverso bilanci alterati, le sanzioni potrebbero essere decisamente pesanti. Dal blocco del mercato alla peggiore delle ipotesi, ossia il rischio di esclusione dalle coppe europee.

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