Juventus, «plusvalenze al 3.100% per truccare i bilanci». Tra bugie e occultamenti: 155 milioni in tre anni

Giallo su un buco di trenta milioni, tra cui i 19 per lo stipendio di Ronaldo

Juventus, caos bilanci. I giudici: «Plusvalenze al 3.100%»
di Claudia Guasco, inviata a Torino
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 00:21 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 09:09

Bugie, occultamenti e trucchi contabili. Sono queste, in sintesi, le accuse contro la Juventus e i suoi ex vertici, a cominciare dalle plusvalenze considerate artificiali per 155 milioni di euro in tre anni. Una tabella della Consob, contenuta nel plico “Accertamento di conformità del bilancio al 30 giugno 2021”, dà la dimensione del fenomeno. Il costo di acquisto e cessione dei diritti dei calciatori coinvolti nelle operazioni incrociate, confrontato con i valori di mercato attribuiti dal sito di riferimento per le quotazioni Transfermakt, può arrivare al 3.100% in più.

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GLI ESPEDIENTI

Per la prima volta viene misurato l’impatto sui bilanci delle operazioni contestate. Un consulente dei magistrati ha calcolato l’impatto che i presunti espedienti contabili avrebbero avuto sui conti della Juventus. Nei bilanci approvati tra il 2018 e il 2020 sarebbero state indicate perdite inferiori rispetto quelle reali: per l’esercizio 2018 è stato fatto figurare un patrimonio netto positivo per 31 milioni anziché negativo per 13 milioni; per il 2019 positivo per 239 milioni invece di 47 milioni; per il 2020 positivo per 28 milioni anziché negativo per 175 milioni. Pezzo fondamentale dell’ingranaggio sono le plusvalenze, con lo scambio di giocatori a un costo sopravvalutato che tuttavia è sempre difficile da provare, perché assegnare un valore assoluto a un giocatore è praticamente impossibile.

Nel caso della Juventus a corroborare l’inchiesta ci sono le intercettazioni, anche se per gip Ludovico Morello - nell’ordinanza con la quale ha respinto la richiesta di arresti domiciliari - non si può escludere a priori la buona fede della squadra: siccome «sono pacificamente assenti riferimenti e parametri normativi ben definiti», se il club ha davvero seguito «la costante prassi internazionale della football industry» diventa «difficile ipotizzare un discostamento consapevole, e quindi doloso, dai corretti criteri di valutazione». Negli esercizi chiusi al 30 giugno 2019 e al 30 giugno 2020 la voce «plusvalenze da cessione diritti calciatori» ammontava rispettivamente a 126 milioni (corrispondenti al 20,4% dei ricavi complessivi del club nell’esercizio 2019) e 166 milioni (29,1% nel 2020), nel bilancio chiuso al 30 giugno 2021 è scesa a 29 milioni (pari al 6,4% dei ricavi). La Consob si era messa in moto con gli accertamenti e la società, come si evince dalle intercettazioni, ha attuato un giro di vite.

 

IL CASO RONALDO

Ancora in evoluzione il capitolo «manovra sugli stipendi» per le annualità 2020 e 2021, finalizzata secondo l’accusa «ad alterare i risultati di bilancio». Per il gip si tratta di operazioni «certamente illecite» e sussistono «gravi indizi». Ufficialmente il club avrebbe sottoposto a condizioni il pagamento di alcune mensilità arretrate ai giocatori, mentre con scritture private sarebbero state trasformate in debiti incondizionati e dunque iscrivibili tra le passività. Su questo fronte Procura e Guardia di finanza continuano a lavorare. A giudizio degli inquirenti ci sono almeno una trentina di milioni (compresi i 19 rivendicati da Cristiano Ronaldo, anche in caso di addio alla Juve) che non tornano nei conti. È assai probabile che all’udienza preliminare i capi d’accusa saranno integrati con nuove contestazioni.

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