Belgio-Francia, le pagelle: Theo imprendibile. Mbappe meglio di Lukaku

Belgio-Francia, le pagelle: Theo imprendibile. Mbappe meglio di Lukaku
di Giuseppe Mustica
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Giovedì 7 Ottobre 2021, 23:11 - Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 11:47

BELGIO

COURTOIS 6
Sui gol non può nulla. Tradito dai compagni dopo un primo tempo da spettatore che non aveva nemmeno l’obbligo d’indossare la mascherina.
ALDERWEIRELD 5,5
S’addormenta quando non lo avrebbe dovuto fare. Eppure era partito alla grande, facendo rimbalzare chiunque gli si presentasse davanti.
DENAYER 5,5
Come il compagno di reparto. Primo tempo da maestro della difesa, secondo da seconda divisione. Benzema lo sbeffeggia con quella giocata che riapre la gara.
VERTONGHEN 5
Il meno lucido. E si vede.
CASTAGNE 6,5
Nel primo tempo fa quello che vuole. Attacca la profondità, gestisce, fa girare il pallone. Poi come i compagni sparisce a Torino.
WITSEL 5
Onestamente, ancora, non si capisce come alcune squadre italiane possano pensare a lui per la prossima stagione. E va bene che è in scadenza di contratto, ma perde alcuni palloni sanguinosi che la Francia, fortuna sua, non riesce a sfruttare.
TIELEMANS 5,5
Bene nel primo tempo, quando si vede il giocatore che ha fatto vincere la Fa Cup al Leicester. Nella ripresa rientra in campo il fratello, quello scarso. E Martinez, dopo il patatrac del rigore, lo leva.
CARRASCO 6
Merita la sufficienza solamente per il gol con il quale apre la partita. Incomprensibile, così come per il resto della sua squadra, il calo fisico e mentale, che lo fa scomparire dal campo nei secondi 45 minuti.
DE BRUYNE 7
Entra nelle due reti del Belgio. Costringe Lloris a due miracoli. Al minuto 81 lotta con la sua strapotenza fisica per strappare un pallone a Benzema in mezzo al campo. Giocatore totale.
LUKAKU 6,5
Il gol se lo inventa, facendo addormentare Lucas Hernandez e poi battendo Lloris col destro. Ne segna un altro, sempre col destro, ancora più bello. Ma glielo annullano per un fuorigioco davvero millimetrico.
HAZARD 6
Primo tempo alla grande, con qualità e personalità. Si spegne nella ripesa. Giustamente sostituto.

VANAKEN NG
TROSSARD NG
BATSHUAYI NG
MARTINEZ 5
Un primo tempo stradominato. La sua squadra scompare dal campo nella ripresa. Incomprensibile.

FRANCIA

LLORIS 6
Spiazzato da una deviazione nell’occasione della rete di Carrasco, becca il secondo sul proprio palo, e Lukaku ringrazia. Errore imperdonabile. Miracoloso, all’alba, su De Bruyne. Decisivo, sempre sul Citizens, nella ripresa.
KOUNDE 6
Soffre De Bruyne. E dove non ci arriva con le qualità tecniche, cerca di metterci quelle fisiche. E anche qualche colpo proibito. Ma è presente.
VARANE 6,5
Limita, come può, Lukaku. Lievita nel secondo tempo, quando con qualche anticipo fa ripartire velocemente l’azione della Francia.
LUCAS HERNANDEZ 5
Lui in Nazionale, e il fratello a casa, è stata fino a stasera mai capita. Lukaku lo ubriaca nell’occasione del momentaneo due a zero del Belgio. E lui non si riprende.
PAVARD 6
Corsa al servizio dei compagni. I piedi rivedibili.
POGBA 6,5
Primo tempo da comparsa nel suo ex stadio. Secondo tempo da dominatore. Con la traversa su calcio di punizione. Illuminante.
RABIOT 6
Gioca in “casa”, e non sfigura. Lotta in mezzo al campo, cercando di recuperare più palloni possibili. Ci riesce a fasi alterne.
THEO HERNANDEZ 7,5
Attacca, difende, lotta. E alla fine segna anche. Una rete meravigliosa, che i tifosi del Milan sono abituati a vedere. Sinistro chirurgico. E Francia in finale.
GRIEZMANN 6,5
Ha il merito di guadagnarsi il calcio di rigore che permette ai francesi di pareggiare. Cerca lo spazio tra le linee. Lo trova poco.
BENZEMA 7
Il gol, con stop in mezzo a quattro difensori e girata mancina, è da far vedere e rivedere a tutti i ragazzini che sognano di diventare attaccanti da grandi. Poi la solita intelligenza. E classe sopraffina.
MBAPPE 7
Indemoniato. Svernicia, nei primi 15 minuti, chiunque gli passi di fianco. Poi scompare. Ma riappare nel momento decisivo. Assist e gol su rigore. Oltre ad altre giocate.

TCHOUAMENI NG
DOUBOIS NG
VERETOUT NG
DESCHAMPS 7
Ha il merito di crederci. E anche di non cambiare nessuno alla fine del primo tempo quando forse avrebbe voluto metterne altri undici in campo. E la squadra lo premia.

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