Mkhitaryan e Mancini: contro l'Atalanta l'esame è per due

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Alessandro Angeloni
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Mkhitaryan in allenamento
Atalanta-Roma ha due osservati speciali, per motivi diversi. Uno è Henrikh Mkhitaryan, l’altro è Gianluca Mancini. Sull’armeno il tecnico puntava molto, per le sue qualità tecniche, la capacità di andare in porta (e alla Roma, questo, manca tantissimo) e la sua intelligenza. Ma finora, lo abbiamo visto veramente poco, perché Mkhitaryan si è portato appresso tutti i guai fisici che spesso gli hanno condizionato carriera, in particolare nell’ultimo periodo inglese. L’armeno ha saltato per infortunio undici partite di campionato, tre di Europa League e le due di Coppa Italia. E’ stato in campo per novanta minuti solo due volte (con il Sassuolo, esordio con gol, e con il Bologna nell’ultima giocata all’Olimpico).

MICKI PARLANTE
Ha una media gol di alto profilo: 4 gol in 15 partite giocate (più un assist). Si aspettava di più lui, si aspettavano di più tutti. «Voglio fare di tutto per aiutare la squadra: fare più gol, assist e vincere le partite. Adesso mi sento meglio. La crisi? Dobbiamo essere pronti fisicamente e mentalmente, senza pensare alla criticità del momento, affinché questo non ci metta troppa pressione addosso. Sarà un mese importante», ha detto l’armeno al match program della Roma. Micki è in prestito e ad oggi appare difficile pensare a una sua conferma, anche perché l’Arsenal lo valuta circa 25 milioni. L’altro osservato speciale, l’ex Mancini. Che domani tornerà (molto probabilmente) nel ruolo di centrocampista. Che ha ricoperto dal 24 ottobre (Roma- Borussia Mönchengladbach) al 10 novembre (Parma-Roma), sei partite in tutto, nelle quali abbiamo visto un calcio equilibrato, convincente e soprattutto risultati. Mancini è andato bene anche dopo, quando è tornato a fare coppia in difesa con Smalling. Ma il 2020 è cominciato malissimo, il suo rendimento è calato e sono arrivate quasi solo sconfitte (tranne la trasferta di Genova e quella di coppa Italia a Parma, più il pari nel derby). L’emergenza a centrocampo contringe Fonseca a riproporlo al fianco di Veretout. Torna a Bergamo, la città che lo ha formato calcisticamente. Lo scorso anno all’Azzurri d’Italia, proprio contro la Roma, Gianluca aveva disputato la sua peggiore partita, soffrendo Dzeko e Zaniolo, a segno entrambi in quello splendido primo tempo giocato dalla squadra di Di Francesco. Poi, arrivò l’inaspettata rimonta, che ha spedito la Roma in una crisi nera.

PREOCCUPA PASTORE
Se Mancini andrà a occupare il posto di Diawara e Cristante, il suo se lo giocano Cetin e Fazio, quest’ultimo non mette piede in campo da Roma-Spal, 15 dicembre scorso. Fonseca deve fare ancora a meno di Pastore. E il suo caso preoccupa molto. L’edema osseo non passa, gli crea problemi in campo e nella vita di tutti i giorni. Javier si è fatto visitare anche in Spagna, a giorni effettuerà un altro controllo. Si teme debba finire sotto i ferri. Per adesso c’è solo sofferenza (da parte sua) e preoccupazione (chi gli sta intorno). Di sicuro non ci sarà Zaniolo, che ieri si è sottoposto a visita di controllo (due ore) a Villa Stuart. Tutto procede secondo protocollo, Nicolò può continuare a lavorare senza problemi.
 
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