CORONAVIRUS

L'Aic lancia l'allarme: «La serie B rischia di non essere regolare»

Sabato 30 Maggio 2020
L'Aic, con un comunicato, mette in discussione la regolarità del campionato di serie A. «La condivisa soddisfazione di poter tornare in campo si scontra con le molte perplessità riguardanti alcuni aspetti che potrebbero seriamente compromettere la regolarità di questo finale di stagione». Lo afferma, in una nota, l'Associazione italiana calciatori (Aic), i cui rappresentanti oggi hanno sentito in videochiamata i delegati delle varie squadre di Serie B per aggiornarsi in vista della possibile ripresa del campionato 2019-'20 interrotto dalla pandemia: «sono stati analizzati gli attuali punti critici, sui quali porre la massima attenzione», fa sapere l'Aic. In sindacato sostiene poi che «il protocollo attualmente vigente, come già sottolineato per le altre categorie professionistiche, necessita al più presto di un ente terzo che, insieme alla Procura Federale già attiva, vigili sul comune rispetto delle condizioni di sicurezza, sulle tempistiche e sulla regolarità di effettuazione dei test medici, oltre che sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro». Poi c'è la grana prestiti, e non a caso nell'Aic «è forte la preoccupazione per l'esistenza di molteplici posizioni contrattuali in scadenza al 30 giugno; la diversa gestione di tali contratti potrebbe alterare sostanzialmente la competitività di alcune squadre e la regolarità del campionato. La mancanza di una linea comune e condivisa sulle continuazione dei contratti in scadenza - o dei prestiti in essere - potrebbe determinare un netto divario competitivo tra le squadre che dovranno riprendere la stagione, sia sul piano tecnico, sia sul piano economico». Sugli orari delle partite, la posizione dei sindacalisti del pallone non cambia, e infatti viene «ribadita la necessità di programmare le partite in orari consoni al periodo estivo, e al prevedibile restringimento dei giorni di recupero tra un match e l'altro». In ultimo, «ma non per importanza», i rappresentanti di squadra hanno espresso «grande rammarico e delusione» a proposito del contenuto delle linee guida sulle Licenze Nazionali emanate dalla Figc nell'ultimo consiglio federale, senza che alcuna considerazione fosse prestata alle necessità dei tesserati. «Appare incomprensibile e contraddittoria - sostiene l'Aic - la condotta adottata dalla Figc che da un lato denuncia giustamente la scorrettezza di quei club che premono per chiudere la stagione anzitempo e non pagare i tesserati, mentre dall'altro avalla di fatto la situazione di morosità, posticipando i controlli e concedendo alle società la possibilità di aprire contenziosi strumentali e finalizzati a ritardare ulteriormente i pagamenti». L'auspicio finale è quindi «quello di poter avere, prima della decisione definitiva della ripresa della stagione, le necessarie garanzie sia da un punto di vista medico - il rispetto del protocollo - sia da un punto di vista contrattuale - pagamento di quanto dovuto e continuazione dei contratti - onde evitare distorsioni competitive che falsino definitivamente un campionato davvero particolare»
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