Jovanotti e le polemiche sul tour: «Mondo ambientalista inquinato come le fogne»

Lunedì 2 Settembre 2019
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Lo sfogo di Jovanotti contro le polemiche sul tour. «Mondo ambientalista inquinato come le fogne»

Jovanotti ha perso la pazienza. Il cantante, da mesi al centro di attacchi e polemiche per il presunto scarso rispetto ambientale da parte della produzione del suo tour Jova Beach Party, si è sfogato in un lungo post su Facebook. «Non mi sarei mai aspettato», ha scritto, «che il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, cialtroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo, narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking “ di molte testate. Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato della scarico della fogna di Nuova Delhi!».

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Con l'intensificarsi di accuse e polemiche per tutta la durata del tour, il cantante romano aveva già reagito, a volte annullando oppure riprogrammando alcune date così da non scatenare la rabbia delle associazioni in difesa dell'ambiente. Adesso ha però deciso di sfogarsi definitivamente, sottolineando nel post pubblicato lunedì 2 settembre che «quando abbiamo iniziato a progettare JBP la primissima cosa che abbiamo fatto è stato contattare il WWF.

Pensavo e penso ancora che la collaborazione con il WWF sia garanzia di rispetto delle aree. Invece un delirio nei social, una miriade di cazzate sparate a vanvera da chiunque, una corsa al like facile da parte di sigle e siglette che hanno approfittato ogni giorno della visibilità offerta da un nome popolare e da un grande evento».

Ironizzando poi sull'assurdità delle accuse ricevute negli ultimi mesi, scrive: «Hanno detto che abbiamo abbattuto alberi, strerminato colonie di uccelli, spianato dune incontaminate, costruito eliporti (eliporti!!!!!), disorientato fenicotteri, prosciugato stagni, gettato napalm sulle piantagioni di canna da zucchero del sud-est asiatico, trivellato il mare, assoldato mercenari, mostrato ascelle a gente che non gradisce certe sconcerie (soprattutto non gradisce la ascelle), sudato troppo, goduto troppo, ballato troppo, cantato troppo, disturbando sia Don Camillo che Peppone». 
Infine, si difende ricordando che «Il JBP  non si mette maschere, è tutto alla luce del sole, siamo stati costantemente controllati, monitorati dalle autorità che giustamente verificano ogni singolo dettaglio. Jova Beach Party parla di comportamenti da adottare con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale a centinaia di migliaia di persone intelligenti, aperte, evolute, e non lo fa via Twitter ma sul posto, e lo fa senza puntare il dito per darsi delle arie». Il tour, che ha portato Jovanotti nelle mete estive più frequentate d'Italia, si concluderà con i concerti del 7 settembre a Montesilvano e del 21 settembre all'aeroporto di Milano Linate.

Ultimo aggiornamento: 18:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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