Con Brignano divertimento da star sull'onda di Oscar Wilde

Giovedì 13 Febbraio 2020 di Gustavo Marco Cipolla
Lorella Cuccarini e alle spalle il cartellone di Brignano
È stato (ed è) Innamorato perso come il primo giorno della sua Flora Canto, tanto da collezionare un sold out dietro l’altro con il precedente spettacolo che ha conquistato gli italiani emozionandoli a teatro e nei palazzetti grazie alla sua inconfondibile ironia e quella verve de core che piace soprattutto ai romani. Questa volta Enrico Brignano torna sul prestigioso palco di via Merulana con Un’ora sola vi vorrei..., un one-man show tutto da ridere in scena con la moglie fino al 22 marzo nella Capitale prima di approdare a Bologna, Firenze, Bari e Torino. Folla di volti noti e fan nel foyer accorsi per applaudirlo. Cin cin e stuzzichini in attesa del debutto. Sul red carpet, tra flash e paparazzi pronti ad immortalare bellissime e addetti ai lavori, si riconoscono Elena Santarelli, appena rientrata da Sanremo, con Bernardo Corradi, Giorgia Todrani ed Emanuel Lo, Lorella Cuccarini con il marito Silvio Testi, Matilde Brandi, Irene Capuano. Arrivano Lillo Petrolo con la sua Tiziana, Carolina Rey e Roberto Cipullo, Giuliano Giannichedda con Federica Ridolfi, Stefano Fiore e Valentina Ioni accolti da Roberto ed Ezia Baronio, Monica Leofreddi, l’ex gieffina Guendalina Tavassi.
 

Comicità e divertimento assicurati a sipario aperto con l’attore che scherza sul tempo che fugge, prendendo in giro Oscar Wilde e la sua celebre massima L’attesa del piacere è essa stessa piacere. Sì, una goduria infinita quando l’autobus non passa mai, i piedi non reggono la stanchezza sotto il sole cocente e il buco nello stomaco causato dalla fame inizia a farsi sentire. Poltrone riservate in prima fila per Sonia Bruganelli, Benedetta Mazza, Carolina Marconi, Kiara Tomaselli, Sabrina Ghio con Carlo Negri, Pino Ammendola e signora, Roberta Bonanno. Tra storie, aneddoti e ricordi, Brignano guarda al passato, lo trasporta nell’attualità e gioca con le parole per riflettere sul domani.
Un’ora e mezza di spettacolo in cui, a scanso di equivoci e titolo a parte, lo showman si concede quei 30 minuti accademici in più considerando anche il condizionale "Vi vorrei”. Forse perché, mentre i minuti scorrono, lui preferisce saltellare in una dimensione non reale, quasi atemporale, che in sala conquista tutti. Applausi in platea, buona la prima, gli spettatori apprezzano. E si sfiorano le due ore fra complimenti e congratulazioni per Enrico superstar.
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