«Le nuove varianti possono diminuire l'efficacia di vaccini e monoclonali»: il dossier dell'Iss

Variante, dall'inglese alla sudafricana ecco quale temere di più e perché: il dossier dell'Iss
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Sabato 6 Febbraio 2021, 15:58 - Ultimo aggiornamento: 17:06

Quale variante al Covid-19 va temuta di più, come incide sulle malattia, i farmaci e i vaccini. La variante inglese, brasiliana e quella sudafricana? La prima e la seconda arrivate anche in Italia, la terza per ora segnalata in un singolo caso dall'ospedale di Varese dell'Ats Insubria. Ma quali sono i mutanti da temere di più per il loro possibile effetto su contagiosità e gravità dell'infezione, nonché anche sull'efficacia di test diagnostici, farmaci e vaccini contro Covid-19? L'Istituto superiore di sanità fa chiarezza con uno speciale online.

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«Al momento - ricorda l'Iss - sono tre le varianti che vengono attentamente monitorate e che prendono il nome dal luogo dove sono state osservate per la prima volta. In tutti e tre i casi il virus presenta delle mutazioni sulla cosiddetta proteina 'Spikè, che è quella con cui il virus si attacca alla cellula».

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Ebbene, «la "variante inglese" (VOC 202012/01) è stata isolata per la prima volta nel settembre 2020 in Gran Bretagna, mentre in Europa il primo caso rilevato risale al 9 novembre 2020. È monitorata perché ha una trasmissibilità più elevata», ed è stata «ipotizzata anche una maggiore patogenicità, ma al momento non sono emerse evidenze di un effetto negativo sull'efficacia dei vaccini».

 

«La "variante sudafricana" (501 Y.V2) - prosegue l'Iss - è stata isolata per la prima volta nell'ottobre 2020 in Sud Africa, mentre in Europa il primo caso rilevato risale al 28 dicembre 2020. È monitorata perché ha una trasmissibilità più elevata, e perché dai primi studi sembra che possa diminuire l'efficacia del vaccino. Si studia se possa causare un maggior numero di reinfezioni in soggetti già guariti da Covid-19». Infine, «la variante brasiliana (P.1) è stata isolata per la prima volta nel gennaio 2021 in Brasile e Giappone. Alla data del 25 gennaio 2021 è stata segnalata in 8 Paesi, compresa l'Italia. È monitorata perché ha una trasmissibilità più elevata e perché dai primi studi sembra che possa diminuire l'efficacia del vaccino. Alcuni articoli preliminari indicano che alcuni anticorpi monoclonali attualmente in sviluppo potrebbero perdere efficacia. Si studia se possa causare un maggior numero di reinfezioni in soggetti già guariti da Covid-19».

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