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Covid, nuovi casi in picchiata e in 6 settimane -61% ricoveri. Ma ritardi per i vaccini agli over 60. Il report Gimbe

Covid, nuovi casi in picchiata e in 6 settimane -61% ricoveri. Ma ritardi per i vaccini agli over 60. Il report Gimbe
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Giovedì 20 Maggio 2021, 11:19

Calano i nuovi casi Covid, si abbassano i ricoveri e si riducono le terapie intensive. L'ultimo rapporto del Gimbe sulla situazione epidemiologica in Italia è molto positivo. Nella settimana che va dal 12 al 18 maggio i nuovi contagi «sono in picchiata» e nelle ultime 6 settimane si registra «una riduzione dei ricoveri (-61%) e dell'occupazione delle terapie intensive (-55%)». Un effetto delle restrizioni, anche se i tamponi si sono ridotti: -15% di persone testate rispetto alla settimana precedente.

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Ritardi nei vaccini - «Oltre 4,5 milioni di persone ad elevato rischio di ospedalizzazione sono ancora senza alcuna protezione vaccinale, riducendo la sicurezza delle riaperture, seppur graduali», sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Il calcolo rilevato dal presidente Gimbe è il risultato dei ritardi delle immunizzazione nelle fasce d'età over 60: «L'8,7% degli over 80 (383.473) non ha ricevuto neppure una dose, la percentuale sale al 21,4% nella fascia 70-79 (1.277.134) e al 38,6% per quella 60-69 anni (2.845.236)», riporta il monitoraggio. «Seguendo i trend delle coperture vaccinali - spiega Renata Gili, responsabile ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe - se per gli over 80 la frenata è iniziata quando le percentuali avevano superato l'80%, per la fascia 70-79 anni i segnali di rallentamento sono più precoci e per quella 60-69 le coperture salgono più lentamente». Secondo la Fondazione Gimbe, «questo dimostra che una vaccinazione di massa non può affidarsi solo alla prenotazione volontaria, ma deve essere integrata con altre strategie: dalla chiamata attiva al colloquio individuale per superare l'esitazione vaccinale; da campagne d'informazione con il coinvolgimento di influencer alla cosiddetta 'spinta gentilè».
 

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Rischio ragionato funziona - Quando aveva deciso per le riaperture, il premier Mario Draghi aveva parlato di «rischio ragionato». Una strategia che «sembra funzionare», sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. «Agli effetti delle restrizioni stanno gradualmente subentrando quelli dei vaccini, assorbendo l'impatto delle riaperture graduali sulla curva epidemiologica. Tuttavia, in questa fase della campagna vaccinale non bisogna limitarsi a rincorrere i numeri con l'obiettivo primario di non lasciare dosi in frigo, ma è prioritario vaccinare rapidamente il maggior numero possibile di over 60 e fragili».

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