Chiesa crollata, sigilli a San Giuseppe dei Falegnami

Mercoledì 5 Settembre 2018
Sigilli nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, nel centro storico di Roma, dove nei giorni scorsi è crollato il tetto.

Il sequestro ha interessato i materiali crollati che attualmente si trovano sul pavimento e la parte del tetto che non è venuta giù giovedì. Ad eseguirlo i carabinieri del comando di piazza Venezia e i vigili del fuoco. Il sequestro è stato disposto dal pm «ai fini probatori» per effettuare un'analisi del materiale crollato ed effettuare verifiche sulla parte del tetto che non è venuta giù giovedì scorso. 

Il crollo della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami è avvenuto giovedì scorso. La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per disastro colposo. A breve disporrà una consulenza tecnica per chiarire l'accaduto e valutare se vi siano state carenze nella manutenzione del complesso cinquecentesco. Ma intanto la soprintendenza archeologica vuole vederci chiaro su quella che è stata a tutti gli effetti una tragedia mancata grazie al fatto che la chiesa fosse vuota al momento del crollo, ragion per cui ha avviato lo studio dei resoconti dei lavori che negli ultimi decenni hanno interessato l'edificio. Il ministero dei Beni culturali, a sua volta, ha avviato un'ispezione presso la
sovrintendenza per acquisire la medesima documentazione.

«Quello che è successo non deve più succedere - ha commentato il ministro Alberto Bonisoli - Nelle prossime settimane metteremo insieme le informazioni che abbiamo con una valutazione di pericolosità, a prescindere da chi sia il proprietario. Siamo un Paese fantastico, con un patrimonio unico ma ci sono luoghi, strutture, infrastrutture di proprietà statale o di altri, dove entra il pubblico che vanno protetti e messi in sicurezza».

Per adesso ci sono solo ipotesi sul crollo, la più accreditata è che potrebbe essere stato il cedimento di una delle capriate del tetto a causarlo. Per l'architetto e restauratore del Mibact Francesco Scoppola «la causa più
probabile sono gli insetti xilofagi, i tarli, oppure la marcescenza del legno dovuta a perdite e infiltrazioni».

Le verifiche interesseranno sia materiali recuperati dai pompieri sia i lavori effettuati negli anni scorsi che hanno interessato le facciate e lo stesso tetto della chiesa. Ma per avere una relazione tecnica avanzata da parte dei pompieri bisognerà attendere.

Intanto emerge che i lavori di restauro erano stati fatti due anni fa «con molta precisione - ricorda il cardinale Francesco Coccopalmerio titolare della chiesa - Sono cose che credo nessuno possa prevedere. Mi hanno detto che non c'era nessuna avvisaglia».
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