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Liceale tenta il suicidio, i compagni sotto choc: «L’hanno salvata per un pelo»

Liceale tenta il suicidio, i compagni sotto choc: «L’hanno salvata per un pelo»
di Flaminia Savelli
4 Minuti di Lettura
Sabato 6 Febbraio 2021, 00:33 - Ultimo aggiornamento: 00:35

«Appena ho aperto la porta, l’ho vista seduta su uno dei banchi vicino al bagno. Era sconvolta, piangeva, singhiozzava. Non capivo cosa fosse accaduto ma sono corsa verso di lei mentre la bidella chiamava i soccorsi». Il racconto è lucido anche se ripercorre gli attimi di angoscia di quella mattina. Quando la sua compagna di scuola, durante un compito in classe, è andata in bagno e ha tentato di lanciarsi nel vuoto. A salvarla dal suicidio è stata una bidella, addetta alla sorveglianza di locali e dei servizi. È stata lei che, non appena ha notato la ragazza affacciata alla finestra, è corsa per metterla in salvo. Così sono scattati i soccorsi la mattina del 26 gennaio al Torquato Tasso, il liceo classico nel centro della Capitale. Il personale scolastico e i docenti si sono subito attivati per soccorrere la ragazzina iscritta al biennio.


IL RACCONTO

Sono le tre del pomeriggio in via Sicilia. Una delle studentesse è appena uscita dalla scuola. È lei che per prima ha visto la sua amica, seduta all’ingresso del bagno. E si è seduta accanto: «Non riusciva a parlare, non una sola parola» dice la compagna, mentre ripercorre i minuti interminabili di quella drammatica mattina. Racconta e gli occhi si inumidiscono. Con una mano si sistema i ricci.

Poi fa una lunga pausa prima di riprendere: «Stavamo facendo un compito in classe, sembrava tutto normale. Poi è uscita per andare al bagno, pochi minuti dopo abbiamo sentito qualcuno correre nel corridoio. C’era agitazione -precisa- ma solo dopo una delle bidelle mi ha raccontato cosa era accaduto. Lei piangeva era sconvolta. L’ho abbracciata, le ho tenuto la mano. Cercavo di consolarla. Le continuavo a ripetere: “Andrà tutto bene, si sistema tutto non piangere più”. Ma era inconsolabile».

Lo stesso racconto di un altro studente del liceo: «L’avevo vista all’ingresso, alla prima ora. Sembrava la stessa di sempre, sorrideva e scherzava con gli altri. Non avrei mai immaginato che potesse arrivare a tanto». Poi aggiunge: «Non ho avuto più modo di parlarle ma vorrei che sapesse che le vogliamo bene, che i compagni aspettano il suo ritorno. Non so cosa le sia accaduto, ma possiamo aiutarla. Anzi, vogliamo aiutarla. Speriamo che torni il più presto possibile in classe, seduta al suo banco. La nostra vicinanza, sono certo, potrebbe aiutarla se è in difficoltà, a superare tutto». Lo ripete tutto il gruppetto che sta uscendo al termine delle lezioni. Non senza imbarazzo e timore. «Abbiamo parlato molto tra noi per cercare di capire cosa le è successo, che problema potrebbe avere avuto» dice un’altra ragazza che spiega: «È una ragazza allegra e simpatica però, allo stesso tempo molto chiusa e riservata».


LE REAZIONI


Sconvolti e preoccupati anche i professori che hanno già avuto lunghi colloqui con le amiche più strette. «Quel giorno non ero presente per via della didattica a distanza- precisa uno dei docenti che ieri pomeriggio usciva dalla scuola di via Sicilia- è chiaro che la notizia è arrivata a tutti ci ha sconvolti. Siamo vicini alla famiglia e alla nostra studentessa».


La giovane quella mattina, ha continuato a disperarsi fino all’arrivo dei soccorsi. Non ha riportato nessuna ferita, grazie al tempestivo intervento dell’ausiliaria. I medici del pronto soccorso però dopo una visita generica «per la situazione delicata», hanno disposto il ricovero nel reparto di neuropsichiatria dove è tutt’ora ricoverata. Sulla vicenda c’è la massima discrezione. Ma secondo quanto emerso la studentessa, che ha un ottimo profitto scolastico, non ha mai mostrato segni di disagio. «Era inserita tra i compagni, ha la sua compagnia. Mai un problema, mai una lite» ripetono gli amici che non riescono a dare una risposta alle tante domande. Un gesto, dunque al momento inspiegabile. 
 

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