Roma, maestre senza Green pass, primi fermi all'ingresso dei nidi

Roma, maestre senza Green pass, primi fermi all'ingresso dei nidi
di Lorenzo De Cicco e Alessia Marani
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Venerdì 3 Settembre 2021, 22:48 - Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 01:25

Bloccati davanti al cancello di scuola, perché senza Green pass. Tre giorni dopo la riapertura degli asili nido, nelle 400 scuole comunali e convenzionate di Roma, ecco i primi casi di insegnanti respinti perché sprovvisti di Qr code. La Cisl Funzione pubblica ha segnalato agli uffici scolastici delle circoscrizioni 3 episodi: uno a Montesacro, dove una maestra è stata fermata davanti agli uffici del III municipio, in cui era stata allestita una postazione per i controlli preliminari del certificato verde; uno nel VII, all’Appio-Tuscolano.

E uno nel XV distretto (Cassia-Ponte Milvio), dove alla fine l’insegnante è stata fatta entrare, dopo l’intervento dei sindacati, perché è riuscita a dimostrare di avere fatto il tampone rapido, pur senza poter esibire il codice a barre della farmacia. Anche le altre due colleghe hanno fornito la stessa giustificazione: «Abbiamo fatto il test rapido, ma non ci hanno inviato il Qr Code». 

 

LE VERIFICHE

Ma i dirigenti dei municipi non si sono fidati: senza il referto digitale a prova di Ue, non si entra. Ergo, tutti a casa. I sindacati rumoreggiano. Dice Giancarlo Cosentino, il segretario generale della Cisl Fp di Roma: «Prima che vengano emessi provvedimenti che impediscono al personale di entrare in classe, è importante verificare se c’è un problema di trasmissione dei dati». Se insomma manca solo il Qr code, ma il tampone è reale. Nei nidi resta il problema della verifica del Green pass. Alcuni direttori hanno chiesto alle insegnanti, via Whatsapp, di occuparsi direttamente della mansione. Ma i confederali hanno già alzato le barricate: non se ne parla. Anche perché, dice sempre Cosentino, «gli insegnanti si devono occupare della vigilanza dei bambini. È di tutta evidenza che i direttori dei municipi oggi sono lasciati soli insieme all’utenza». 

IL GARANTE

E ieri è arrivato dalla Regione Lazio lo stop definitivo all’iniziativa «sperimentale» della Asl Roma 3 che avrebbe voluto fare alzare un drone per controllare la temperatura dei bagnanti sulle spiagge di Ostia. Mossa rinviata nelle ultime ore «causa maltempo». L’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, al riguardo, è stato perentorio: «Su Ostia non ci sarà alcun volo di drone, è un’iniziativa autonoma della Asl Roma 3 che non rientra nella programmazione dell’Unità di Crisi Covid-19». Non basta. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha chiesto una relazione al Direttore Generale della Asl. «Attualmente le uniche sperimentazioni condivise, con l’ausilio dei droni, riguardano il trasporto di medicinali e sono state fatte dall’Ospedale Bambino Gesù», ha precisato D’Amato.

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L’utilizzo del drone, pubblicizzato sui canali social della Asl, aveva incontrato ironia e polemiche dei cittadini. Sull’uso dei droni ha acceso un faro anche il Garante della privacy che ha sottolineato come «il ricorso sempre più frequente e per le finalità più diverse a questi strumenti potrebbe risultare lesivo della riservatezza delle persone riprese», chiedendo chiarimenti sul trattamento dei dati alla Asl 3 «entro 7 giorni». Non solo i controlli sugli insegnanti. È in corso in tutte le Aziende l’attività di verifica, nel rispetto della legge, sugli operatori non vaccinati. Ieri a Frosinone è stata sospesa una dottoressa, medico di base, che al momento non si è vaccinata. 

NO VAX IN PIAZZA

Il bollettino Covid, infine, riporta di un indice Rt ancora in calo e casi inferiori a quelli rilevati la scorsa settimana. I positivi a Roma città sono a quota 201. Oggi il fronte No Vax e negazionista scenderà di nuovo in strada, prima la mattina, poi alle 15 in piazza del Popolo e non si escludono sit-in estemporanei con l’appoggio dell’ultradestra. Possibili raduni anche all’Esquilino, nonché la mobilitazione degli studenti.

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