Roma, per il Giubileo 2025 in arrivo i fondi di Caput Mundi. Sprint sulle periferie

Il sindaco Roberto Gualtieri potrà spendere quasi 2 miliardi di euro per preparare la Capitale all'Anno Santo

Roma, per il Giubileo 2025 in arrivo i fondi di Caput Mundi. Sprint sulle periferie
di Francesco Pacifico
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Venerdì 15 Aprile 2022, 07:50

Roberto Gualtieri raddoppia: oltre agli 1,4 miliardi di euro per il Giubileo, gestirà come commissario anche il mezzo miliardo che Palazzo Chigi ha girato a Roma attraverso il Pnrr per riqualificare opere d'arte e turismo. In totale quasi 2 miliardi, che in questa veste il sindaco spenderà - anche sfruttando i poteri speciali - principalmente per preparare la Capitale all'Anno Santo.

Il tutto mentre il Campidoglio accelerare anche sulla riqualificazione delle periferie: su input degli assessori Tobia Zevi e Maurizio Veloccia ieri la giunta ha sia approvato una delibera per avviare la rigenerazione urbana sia inserito tre aree altamente degradate della città (l'ex Mira Lanza a Ostiense, l'ex scuola Vertunni a La Rustica e Casal Rotondo sull'Appia Antica) tra i progetti da finanziare con fondi privati del concorso internazionale Reinventing Cities.

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I fondi per Roma

Tornando al Giubileo, nell'ultimo decreto del governo che aumenta le risorse del Pnrr, il governo ha previsto che Gualtieri, commissario all'Anno Santo, gestirà come stazione appaltante anche i bandi da finanziare con Caput Mundi, cioè il primo pacchetto destinato del piano nazionale di riprese e resilienza alla Capitale con mezzo miliardo per i beni culturali e turismo.

Su egida del ministero del Turismo, saranno il sindaco e la futura società per il Giubileo a scegliere gli interventi, a lanciare i bandi e a dialogare con i soggetti attuatori, bypassando la sguarnita burocrazia di sovrintendenze e dello stesso dicastero. Per capire la portata di questa decisione bisogna fare due passi indietro. Intanto, gli 1,450 miliardi stanziati per il Giubileo serviranno fondamentalmente per restaurare i luoghi di culto, creare percorsi per i pellegrini (compresi gli antichi camminamenti), tappare le buche e creare spazi per accogliere i fedeli. Uniche eccezioni, sul fronte delle grandi opere, un sottopasso per le auto sotto Castel Sant'Angelo e la riqualificazione delle banchine del Tevere.

 

Di conseguenza c'è tanto da fare e risorse limitate. Da qui la necessità di utilizzare per l'evento anche i soldi di Caput Mundi, destinati a cultura e turismo. Soprattutto il sindaco, come commissario del Giubileo, sul fronte della semplificazione userà i poteri speciali sul modello Genova: per esempio, nel decreto Infrastrutture di prossima approvazione, i tempi per le valutazioni ambientali e le verifiche di interesse archeologico non potranno superare i 45 giorni; basterà un'informativa al Consiglio comunale sui lavori senza dover rivotare il programma triennale delle opere.

Aree verdi e studentati


Intanto l'amministrazione Gualtieri accelera sulla riqualificazione delle periferie. Ieri l'assessore all'Urbanistica Veloccia ha portato in giunta il regolamento quadro per avviare a Roma le attività di rigenerazione urbana: abbattere vecchi edifici per realizzare al loro posto case più moderne, opifici per la start-up, aree verdi e servizi. Sempre su input di Veloccia e del suo collega Zevi (Patrimonio) sono state inserite nei progetti del Reinventing Cities (un concorso internazionale per reperire fondi tra i privati) le riconversione dell'ex Mira Lanza, dell'ex scuola Vertunni e di Casal Rotondo.

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I primi due sono di proprietà del Comune (all'Ostiense sorgeranno uno studentato, spazi per le start up e il parco Papareschi, alla Rustica dimore di housing sociale), l'altro di FS Sistemi Urbani (società del Gruppo FS) e potrebbe ospitare percorsi e strutture e servizi legati al turismo. Soprattutto con la legge sulla rigenerazione urbana il Comune punta ad accelerare le riqualificazioni in aree degradate come l'ex Mercato di Torre Spaccata, l'ambito tra via Adria, via Monselice e via della Stazione Tuscolana, l'R5 a Tor Bella Monaca, via Cardinal Capranica, l'ex Caserma del Porto Fluviale, via Tarso e l'ex Santa Maria della Pietà.

Spiega Veloccia: «Vogliamo fare partire il grosso dei bandi già entro la fine dell'anno. Con la legge sulla rigenerazione urbana poi velocizzeremo anche le procedure». Aggiunge Zevi: «Valorizzeremo il patrimonio pubblico, recuperando aree in stato di abbandono, anche grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, per consegnarle di nuovo ai cittadini».
 

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