Morto il principe romano Raimondo Orsini: fu interprete della Dolce Vita e grande viaggiatore

Giovedì 26 Marzo 2020 di Lucilla Quaglia
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Addio ad una delle figure più importanti del panorama nobiliare della Città Eterna. Nella Capitale si è spento il principe Raimondo Orsini d’Aragona, interprete della Dolce Vita ma anche figura di primo piano nelle relazioni internazionali degli anni Sessanta.
Un blasone di tutto riguardo, il suo. Nato a Roma il 18 ottobre 1931 dal principe Lelio Niccolò Orsini e dalla contessa Luisa Rignon, dal lato paterno è romano fino al midollo sebbene la famiglia si sia imparentata in passato con i Medici di Firenze, tramite Clarice Orsini, moglie di Lorenzo il Magnifico, e con diverse case reali d’Europa. Da parte materna conserva un legame con Casa Savoia e per via degli storici feudi dell’Italia meridionale il legame con i Borbone. Inoltre discende dal generale Lafayette e appartiene di diritto ai “Figli della Rivoluzione Americana”.

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Gli Orsini hanno del resto dato i natali a cinque Papi: in particolare Niccolò III, che costruì il passetto tra Castel Sant’Angelo, che era la fortezza della sua famiglia, e il Vaticano. Annoverano quaranta cardinali e diciotto santi.
Unica famiglia citata nella Divina Commedia di Dante Alighieri, nel Principe di Machiavelli e da Shakespeare nella Dodicesima Notte, dove il protagonista è il Duca Orsini. Per non parlare del co-protagonismo nel “Cola di Rienzo” di Wagner. 
E come si legge nell’estratto della conversazione del 22 aprile 1821 con Henri Gatien Bertrand, a Sant’Elena, Napoleone Bonaparte desiderava che la sua famiglia si imparentasse con le famiglie papali romane come gli Orsini.
 

 

I viaggi, gli incontri eccellenti e la dolce Vita
 
Appassionato di storia e di viaggi, e assistente al Soglio Pontificio, esplora terre lontane sin dai primi anni Sessanta, quando non si era ancora turisti bensì viaggiatori. Durante le sue peregrinazioni stringe amicizia, tra gli altri, con Norodom Sihanouk, re della Cambogia, poco prima dell’apice della guerra in Vietnam, con il re Hussein di Giordania e con Hailé Selassié, ultimo imperatore d’Etiopia. Ottimi i suoi rapporti con re Gustano di Svezia.
Vive tra Sud e Centro America e poi in Germania, Austria e Spagna ma non dimentica certo Roma, dove trascorre anni d’oro come protagonista della Dolce Vita, romanzata poi da Fellini. Storico il suo flirt con Soraya, poco dopo il ripudio da parte dello scià. Molti suoi contemporanei lo ricordano ancora come l’uomo che ha fatto sognare due generazioni.

Il matrimonio

Nel 1978 s’innamora e sposa la principessa reale di Georgia Khetevane Bagration de Moukhrani, attuale ambasciatore di Georgia presso la Santa Sede, da cui ha quattro figli. Da lì inizia una nuova fase della vita che lo porta ad esprimere umanità e generosità verso gli altri anche nel Paese della consorte: nel 2003 l’ex ministro degli esteri di Gorbaciov, poi presidente della Georgia, Eduard Shevardnadze, gli conferisce la cittadinanza onoraria georgiana. 
Ama villeggiare a Forte dei Marmi, dove spesso incontra Guglielmo Giovanelli Marconi, imparentato con gli Orsini per via materna, che lo conosce fin dalla sua finanzia. I due conversano spesso di storia. Qui si rilassa anche il marchese Giuseppe Ferrajoli.
Il coronavirus ha impedito ogni tipo di funerale. Questa mattina si è svolta solo una semplice tumulazione nella Cappella di famiglia, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano.
 
 

Ultimo aggiornamento: 20:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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