Guidonia, pini abbattuti. L'ira dei residenti: «Non è previsto un programma per mettere nuove piante»

Mercoledì 5 Febbraio 2020 di Elena Ceravolo

Cresce la protesta contro il taglio indiscriminato dei pini a Colleverde di Guidonia dopo l’avvio da parte del Comune di una seconda campagna di abbattimenti in un alto tratto di via Monte Bianco, il vialone che attraversa tutto il quartiere partendo dalla via Nomentana. L’ok alla riduzione in ceppi per i primi 40 era arrivato ad ottobre scorso, ma il ritorno in azione delle motoseghe mette paura ai residenti per il futuro del quartiere: «Abbiamo davanti uno scempio – protesta un cittadino che ha anche realizzato un dossier di scatti fotografici per documentare la situazione – Una serie di pini dal tronco perfettamente dritto segnati a colpi di motosega proprio per dare indicazioni di taglio. Eppure i cittadini che abitano qui avrebbero diritto di essere documentati, cioè di sapere che l’operazione sia suffragata da relazioni, albero per albero, che ne attestino l’effettiva malattia o pericolosità. Non si può, infatti, mettere al tappeto tutto il patrimonio arboreo della zona con provvedimenti cosiddetti speditivi, cioè rapidi e poco specifici». Alla fine gli abbattimenti dovrebbero arrivare a 150, secondo la stima fatta a fine dello scorso anno per motivi di sicurezza. E qui scatta un secondo rilievo: «Fine delle strade ombreggiate. E chissà per quanti anni, visto che non siamo informati di nessun programma di ripiantumazione, sia pure di piante di diverso tipo. Così si snatura un quartiere che aveva proprio in questi pini la caratteristica principale». Secondo il regolamento del verde la sostituzione dovrebbe avvenire entro un anno, ma i criteri su cui ha intenzione di muoversi l’amministrazione per il rimpiazzo tendono ad escludere i cigli delle strade. L’indirizzo è di puntare più su giardini pubblici e scuole. Motivo: oggi, rispettando le dovute distanze, su molti marciapiedi non sarebbe più possibile piantarli. Problema che al momento permane, visto che le banchine del quartiere sono piene di monconi di pino.
Altro problema, infatti, è che, per carenza di risorse, non vengono estirpate le basi. Eliminarli costerebbe almeno trecento euro a radice, una spesa a quanto pare al momento insostenibile per ristrettezze di bilancio a fronte delle spese che comporta un patrimonio arboreo che, in base al censimento effettuato nel 2015, conta più di settemila esemplari. Per lo stesso motivo il mese scorso è partito un alert anche dagli automobilisti che percorrono quotidianamente la via Palombarese, che corre vicina al quartiere.
«I monconi di grossi tronchi lasciati a bordo strada dopo il taglio degli alberi che la costeggiano sono un pericolo è la segnalazione -. Si faccia subito qualcosa per eliminarli. Il tratto è quello tra le due rotatorie, quella della Nomentana Bis e quella della Nomentana. Sin da quando hanno eliminato i pini a ottobre hanno lasciato ceppi di diciannove centimetri, molto vicini al ciglio, tra l'altro in un punto stretto e senza illuminazione. E’ un continuo sfasciare le ruote delle macchine, senza contare il pericolo costante di conseguenze più gravi».
Intanto il Comune di Guidonia ha un altro fronte da non trascurare: le potature. L’appalto, con un investimento di 26mila euro, era stato assegnato ma non si è perfezionato entro fine dicembre scorso come previsto. Per colmare il ritardo il dirigente ha firmato una nuova determina che assegna i lavori alla seconda ditta classificata. C’è, infatti, da rispondere ad un’emergenza:
«Il monitoraggio degli alberi – si spiega nel provvedimento - ad opera di professionisti del settore forestale, ha individuato numerose criticità, le quali necessitano interventi di manutenzione al fine di evitare situazioni di possibili schianti sia di alberi che di rami».

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