Il cimitero della Parrocchietta nel degrado, circondato da campi rom e discariche

Lunedì 21 Gennaio 2019 di Jacopo Belviso
Rifiuti e topi accanto al cimitero della Parrocchietta

«Le mattonelle per terra le ho messe io, ho anche comprato il brecciolino perché non si poteva camminare sul pantano. Le piante che vedi sparse per tutta l’area le ho prese e piantate, anche la fontana con i pesci rossi. Tutto con i miei soldi». Esordisce così il custode del piccolo cimitero della Parrocchietta in viale Newton, proprio sotto il viadotto della Portuense, che collega Monteverde con la Magliana e il Trullo. Il camposanto della Parrocchietta - sorto nel 1781 e riedificato nel 1855 - prende il nome dalla chiesa e dal piccolo borghetto dove finisce via del Casaletto.

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Arrivarci non è semplice, passanti e automobilisti se lo fanno sfuggire di continuo sotto gli occhi, dando come l’idea che quella zona non esista, che sia avvolta da un invisibile scudo. Erba alta e fitta, un breve vialetto che copre il fango e poi le tombe. Alcune sono soltanto vecchie lapidi addossate lungo le mura perimetrali. Altre, su due o tre file, si sollevano dal suolo. L’odore invasivo del cibo fritto, proveniente dal fast food a pochi metri dall’ingresso del piccolo cimitero, ha coperto ogni altro profumo percepibile. All’esterno, ad accogliere i famigliari, gli amici o semplicemente i curiosi, decine di scritte abusive marchiano il perimetro dell’area. Sulle colonne del viadotto c'è un triste paesaggio di graffiti, «ogni giorno vengono e li cambiano, li rifanno», racconta sempre il custode. 
 

 

Ammassi di rifiuti circondano il complesso e nascosti dalla folta vegetazione alcune famiglie rom vi hanno creato un vero e proprio micro villaggio abusivo. «Vivono in mezzo ai topi, in pessime condizioni igieniche. Attorno e quelle baracche - la zona ne è piena, ci sono insediamenti ovunque - l’odore è nauseante. Una volta era zona di comitive che spacciavano e si drogavano, ora in realtà la situazione è più tranquilla. Comunque in quel luogo non esiste legge», spiega Antonio Niri, che abita in uno dei palazzi che affacciano su via Portuense. Attorno all’accampamento, costruito attorno ad una delle quattro mura del cimitero ed in cui abitano anche alcuni bambini, si possono carcasse di topi, frigoriferi, una lavatrice rotta, diversi materassi, bottiglie rotte, vetri sparsi ovunque, decine di buste dell’immondizia lasciate a ridosso del cavalcavia. Un degrado dilagante che ha trasformato tutta la superficie in una discarica a cielo aperto.

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All’interno del cimitero, grande circa un chilometro quadrato, la situazione non migliora. Le mura sono ammuffite, le crepe hanno fatto cedere parti di intonaco in diverse parti del cimitero, l’erba è alta e non curata. Gli alberi caduti all’interno del plesso non sono stati raccolti, rendendo così inagibile una parte del cimitero. «Ci sono alcune tombe che non sono proprietà di nessuno, completamente abbandonate o distrutte. Andrebbero sistemate o restaurate, anche perché questo è un cimitero storico», racconta Patrizia, che più di una volta a settimana si reca alla Parrocchieta per lasciare i fiori sulla lapide di famiglia.

Ci sono le stimmate dei morti dell’Ottocento, alcune sorrette da impalcature ormai logorate dal tempo e dalla pioggia, alcune lapidi sono distrutte e i pezzi sono abbandonati sull’erba. Una parte consistente di muro è danneggiata a causa della caduta di un enorme tronco che per poco non finiva su viale Isacco Newton. Non sono in buone condizioni neanche alcune tombe considerate di enorme valore storico per la città di Roma, tra cui quella del “libero pensatore” Sante Consorti 1924-1997, e quella del sergente aviatore che il 6 dicembre del 1929 “sul cielo di El Mekili, Cirenaica, sacrificava la sua giovanissima esistenza per una più grande Italia - Medaglia d' argento al valor militare alla memoria”. «Non basta l’attenzione con cui lavora Luigi, il custode, - più volte rimproverato per aver svolto determinati lavori che non gli competevano -, servono lavori interni di manutenzione e di restauro», spiegano all’unisono Patrizia e Massimo, stanchi di segnalare all’amministrazione i servizi inefficienti.

«Mi sono interessato direttamente alla situazione degli accampamenti abusivi attorno al cimitero della Parrochietta - spiega Marco Palma, vicepresidente del Consiglio Municipale Roma XI, - e mi hanno confermato di aver fatto un censimento delle persone presenti e di essere pronti ad un sgombero della zona. Il degrado attorno al camposanto - continua Palma -  è una vergogna e mi auguro vivamente che il Comune intervenga il prima possibile per sistemare una situazione al limite. Quella è una zona che tornerà in salute soltanto con l’intervento del privato, in sinergia con il pubblico. Ed è un modello che andrebbe ripreso su scala cittadina per risollevare le sorti della Capitale. Entro aprile - conclude Palma - si concluderà la conferenza dei servizi, in cui sono coinvolti quindici enti, e proprio grazie ad una partnership con il McDonald’s l’area verrà riqualificata».
La forma sarà quella della sponsorizzazione: la catena di ristoranti si farà carico di un primo investimento iniziale per 230mila euro e contribuirà con 30mila euro l’anno per il mantenimento dei servizi come la custodia, manutenzione e la sorveglianza dell’area.

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 18:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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