Rieti, artisti italiani oggi sui monti
di Cardito per ripartire
con «Amatrice nel cuore»

Domenica 27 Agosto 2017 di Sabrina Vecchi
Irene Grandi
RIETI - La montagna nell'area tra Amatrice e Campotosto, ferita dal terremoto, ospita oggi un concerto-evento: voglia di ripartire, tornando a riunire le persone. Tanti i big della musica italiana che hanno risposto all'appello. A partire dal cantautore romano Luca Barbarossa, incaricato della Siae come direttore artistico dell'appuntamento, che porterà a Cardito (km 28,500 della Strada regionale 577 del lago di Campostosto) il concerto «Amatrice nel cuore». Gianni Morandi, Carmen Consoli, Irene Grandi, Alessandro Mannarino e Tosca con il supporto della Social Band di Stefano Cenci al pianoforte e Claudio Trippa alle chitarre si alterneranno con lui dalle 15 nell'anfiteatro naturale della montagna, per un concerto acustico gratuito, con strumenti non amplificati che promette duetti, sorprese e grandi emozioni. Cinque artisti convocati da Barbarossa hanno accettato con entusiasmo l'invito a esibirsi gratuitamente, «senza darmi neppure il tempo di terminare la proposta - sottolinea il cantautore romano. - E molti altri volevano unirsi, inclusa Fiorella Mannoia, bloccata per altri impegni. Butto là l'idea di creare un appuntamento annuale fisso che contribuisca a non spegnere i riflettori sulle zone terremotate e ricevo la felice approvazione di chi da sempre - vedi la lunga militanza nella Nazionale Italiana Cantanti - si mette a disposizione con il sorriso per aiutare chi ha bisogno».

IL RACCONTO
«Sono stato più volte in queste zone, per lavoro - afferma Barbarossa. - Poi sono tornato a marzo per un sopralluogo in previsione dell'evento: non c'erano ancora le casette, tutto ruotava intorno alle tende. Ho trovato le persone provate ma tenaci, credo che la gente di montagna abbia una marcia in più». L'idea del concerto «en plein air» a un anno dal sisma nasce dopo la Partita del Cuore del 4 ottobre a Rieti, che portò alla raccolta di oltre centomila euro. Stavolta l'obiettivo si sposta sull'aggregazione, sul desiderio di raccogliere persone con la voglia e la gioia di stare insieme, nei posti martoriati dalla tragedia. «Abbiamo pensato di fare qualcosa per il territorio - sottolinea - perché una delle sfide è quella di tornare a frequentare quei luoghi, per passarci del tempo e ricostruire il tessuto sociale. E la musica ci è sembrata un ottimo modo. I ragazzi stanno per iniziare la scuola, le iscrizioni sono aumentate, si va avanti. Trascorso il tempo del lutto è al futuro che bisogna puntare». Dopo le felici esperienze de «I Suoni delle Dolomiti» e «RisorgiMarche», anche Amatrice punterà sulla scenografia della sua natura, senza palchi o eccessivi artifici, a stretto contatto con prati e montagne. «Non bisogna dimenticare inoltre che sono luoghi disastrati, con infrastrutture limitate - conclude Barbarossa - per cui ci è sembrata la soluzione più adatta, meno invadente e anche più suggestiva». Dopo la camminata per raggiungere Cardito, la Siae offrirà un piatto di pasta all'amatriciana, poi spazio alla buona musica per dimenticare, almeno per qualche ora, le ferite del sisma. Ultimo aggiornamento: 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

“Chi era Trilussa?”: cosa rispondono i ragazzi di Trastevere

di Veronica Cursi