Rieti, spiava l’ex moglie: presunto stalker va a giudizio

Controllo
di E.F.
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Venerdì 2 Aprile 2021, 00:10

RIETI - Spiava, registrava e intercettava la ex moglie a casa, in auto e sul luogo di lavoro, utilizzando sofisticati sistemi tecnologici (foto d’archivio). Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Rieti, Pierfrancesco de Angelis, ha disposto nei suoi confronti un decreto di rinvio a giudizio. Dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, minaccia aggravata e captazione illecita di conversazioni il 49enne A.M., su una vicenda in un piccolo centro della Sabina e andata avanti per diversi anni, fino alla cessazione della convivenza e al successivo arresto del presunto stalker, avvenuto a settembre 2020, da parte della polizia, per condotte reiterate e recidive nel tempo.

La vicenda
L’uomo, dopo la separazione dalla moglie, dalla quale aveva avuto dei figli, cominciò a porre in essere una serie di condotte vessatorie, umilianti e denigratorie, utilizzando dei software dei quali aveva buona conoscenza per intercettare ogni spostamento e conversazione della ex con telecamere e microspie piazzate anche sotto il letto matrimoniale e nell’armadietto sul luogo di lavoro della vittima. E poi ancora sistemi gps installati nell’auto ma anche minacce, fobiche gelosie, pressioni psicologiche e azioni di stalking che lo avevano anche portato a introdursi nell’area riservata del luogo di lavoro della compagna. Una condotta che aveva portato la donna (poi costituita parte civile, rappresentata come persona offesa dall’avvocatessa di fiducia Sara Principessa, anche per un figlio minorenne) a versare in uno stato di prostrazione, malessere e deperimento fisico tali da dover ricorrere al supporto di uno psicologo e, in seguito, a presentare una denuncia-querela che portò il 49enne agli arresti domiciliari al termine di una rapida attività info-investigativa in applicazione del “Codice rosso”, in cui vennero acquisiti scambi su whatsapp. Una successiva perquisizione domiciliare consentì agli investigatori della polizia di rinvenire un “arsenale hi-tech” per pedinamenti telematici per controllare ogni spostamento, anche per piccole incombenze quotidiane e di apparecchiature informatiche, giungendo al sequestro di file video e audio, captati nel luogo di lavoro della vittima e nella sua auto, nonché illeciti software usati dallo stalker per la localizzazione geografica del cellulare e per carpire ogni colloquio. In attesa del procedimento penale, l’uomo dovrà osservare la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle parti offese e ai luoghi da questi frequentati, provvedimento disposto in precedenza dal giudice del tribunale di Rieti a conclusione delle indagini preliminari. Rispetto ai fatti contestati dalla Procura di Rieti, l’imputato aveva sempre fornito una propria versione dei fatti, dichiarando la sua estraneità. Processo che si aprirà nel prossimo mese di giugno, con l’avvio della prima udienza dibattimentale.

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