Rieti, a Configni presentato il progetto dell'ostello e del centro di animazione: si cercano giovani

Martedì 22 Settembre 2020
RIETI - Un progetto ambizioso che da un lato cerca giovani sabini a cui affidare la gestione dell’ostello e del centro di animazione e promozione territoriale e dall’altro mobilita esperti da tutta Italia per formare tali giovani. È la sintesi del progetto che è stato presentato lo scorso sabato a Configni e coinvolge moltissimi Comuni grazie al finanziamento regionale “Itinerario Giovani” ed alla collaborazione con l’Accordo di Programma per la Via di Francesco.

Si cercano giovani tra i 18 e i 35 anni che saranno accompagnati in un percorso di progettazione partecipata finalizzato a progettare il business plan dell’ostello, il programma delle iniziative di animazione territoriale dei prossimi 2 anni e l’ufficio di promozione turistica. I giovani interessati costituiranno un gruppo di lavoro e parteciperanno ad una serie di incontri e laboratori, durante i quali gli esperti presenti in Sabina e quelli provenienti da tutta Italia si confronteranno sui temi del progetto e li aiuteranno a preparare il loro piano di gestione.

«Ho avuto l’opportunità,anni fa, di partecipare ai laboratori di marketing territoriale dell’associazione SER.A.R. ed è una grande soddisfazione poter essere oggi referente di un progetto che darà occasione ai miei coetanei di impegnarsi per il proprio territorio e, ci auguriamo, trarne un’opportunità di occupazione» dice Elisa Fidenzi, giovane consigliera delegata dal Sindaco di Configni, Luciano Leonardi, che ha ospitato l’incontro di presentazione del progetto.

Presenti nella sala consiliare del Comune i giovani dell’associazione “Configni 360°” che costituisce il primo nucleo dei partecipanti al progetto e che hanno ascoltato con attenzione gli interventi degli amministratori dei Comuni Sabini presenti. L’avvocato Egisto Colamedici, Sindaco di Selci e Presidente dell’Accordo di Programma per la Via di Francesco, ha incoraggiato i giovani e sottolineato come la Via di Francesco rappresenti al momento una tra le maggiori opportunità di sviluppo locale per i piccoli borghi che attraversa anche alla luce del rinnovato rapporto di collaborazione con la Regione Lazio ed i finanziamenti che si attendono per la messa in sicurezza del tracciato.

Gli ha fatto eco Andrea Morbidelli, Presidente della Rete delle Associazioni sullaVia di Francesco, che ha riportato il parere degli esperti che considerano il percorso francescano umbro-laziale, l’unico cammino italiano paragonabile a quello di Santiago. Massimo Iacobini, consigliere di Collevecchio, tra i promotori del progetto F.A.S.T. che ha mappato i cammini della Sabina, ha condiviso con i giovani presenti l’importanza di credere fortemente nella possibilità del cambiamento e la necessità del lavoro di gruppo quale garanzia per risultati a lungo termine.

Presente all’incontro anche Carlo De Sanctis, Presidente del Centro Anziani e delegato di Castelnuovo di Farfa, che, insieme ad un gruppo di esperti, sta lavorando all’allargamento della mappa dei sentieri, riproponendo l’importante esperienza del progetto Fast e tracciando ulteriori nuovi sentieri nei territori di Castelnuovo di Farfa, Fara in Sabina, Toffia e Poggio Nativo, da collegare a quelli già indicati e realizzati.

Claudia Zonetti, consigliera di Toffia, ha parlato anche della sua esperienza in una struttura d’accoglienza descrivendo la differenza sostanziale tra i turisti e i pellegrini/camminatori, animati questi ultimi da un vero e proprio interesse di conoscenza con il luogo e le persone che li accolgono. Una relazione quella tra cammini, comunità e camminatori che sarà al centro di uno dei moduli più interessanti del percorso di progettazione cha prenderà il via a fine ottobre e potrà anche essere partecipato in modalità telematica.

«Ma i giovani che invitiamo a partecipare e quelli che proveremo a chiamare in Sabina da tutto il mondo - dice la consigliera di Configni, Monica Pierini - sono anche i musicisti che partecipano al Festival della Piana del Cavaliere, gli sportivi dell’outdoor che qui vengono per arrampicarsi su una delle falesie più conosciute del Centro Italia e gli studenti, studiosi e appassionati di archeologia che qui possono trovare occasioni di studio particolarissime». © RIPRODUZIONE RISERVATA