Rieti, incendio di Antrodoco: il responsabile faceva bollire i pomodori. Cancellata la scritta «Dux»

RIETI - Ancora focolai accesi, oggi, sopra Antrodoco. Ma all'origine c'è una causa colposa: il responsabile, denunciato dai carabinieri forestali, voleva far bollire i pomodori, ma poi ha evidentemente perso il controllo del fuoco. L'area, nella giornata di mercoledì, così come martedì, aveva visto un incendio con fiamme alte sul monte che sovrasta l'abitato - versante abruzzese - fumo denso fin dentro l'abitato e strada statale 17 dell'Appennino solo parzialmente riaperta. I disagi avevano riguardato i trasporti. Sul posto i vigili del fuoco, per una situazione che sembre meno grave di ieri, ma che vede ancora focolai presenti.

CARABINIERI FORESTALI
Su posto al fine di risalire alle cause del rogo, è intervenuto il personale dello locale Stazione Carabinieri Forestale di Antrodoco al quale, nella giornata di ieri, si aggiungeva quello della Stazione Carabinieri Forestale di Borgorose. Da subito era comunque apparso chiaro che non poteva trattarsi di cause naturali, ma bisognava capire se si fosse trattato di un incendio doloso o colposo. Grazie all’esperienza maturata negli anni e alla esatta conoscenza delle dinamiche degli incendi boschivi, attuando una metodologia scientifica denominata (mef) Metodo delle Evidenze Fisiche, i Carabinieri Forestali hanno determinato il punto di insorgenza dell’incendio, che portava gli investigatori al individuare il responsabile del fatto, poi deferito. Le indagini hanno comunque fatto escludere la natura dolosa e sono state ricondotte nell’ambito dell’incendio colposo: infatti si è potuto accertare la non volontarietà del gesto, riconducibile senza dubbi ad una “leggerezza”, di un fuoco accesso per far bollire i pomodori, sfuggito al controllo dell’autore e degenerato in un incendio boschivo.

IL FUOCO CONTINUA AD AVANZARE
Non si arrestano le fiamme, alimentate anche dal forte vento. Il fronte del fuoco è avanzato velocemente e ha  raggiunto la scritta Dux che campeggia sul MonteGiano: forse è il caso dire campeggiava. Le fiamme, da quanto risulta a una prima verifica, hanno colpito due lettere mentre la sola "d" è stata raggiunta in modo parziale.

LA SCRITTA FASCISTA Fra le tracce del Ventennio fascista - in effetti - quella è tra le più vistose. Il colossale omaggio a Benito Mussolini risale al 1939 e venne sagomato sul territorio del comune di Antrodoco (Rieti) piantando sul Monte Giano 20mila abeti su una superficie di otto ettari (12 campi da rugby) dagli allievi della Scuola delle Guardie Forestale di Cittaducale.
Giovedì 24 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 26-08-2017 09:40

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5 di 14 commenti presenti
2017-08-25 17:52:47
bene così
2017-08-25 17:14:39
Unico paese al mondo che sputa sulla propria storia. Sappiatelo, in Spagna tutti i combattenti della Guerra Civile riposano insieme. Ci meritiamo quello che accade, dobbiamo scomparire come popolo.
2017-08-25 14:17:26
bah, io sono per la democrazia anche sgarrupata come la nostra, perciò sono antifascista e anticomunista; detto questo, le testimonianze storiche, anche se costituite da piante come nel caso, dovrebbero essere preservate il più possibile; altrimenti dovremmo augurarci che anche i giardini vaticani vadano in fiamme o i giardini imperiali di Kioto o la città Proibita di Pechino, tutti luoghi storici che facevano parte di regni e regimi macchiati di tanti delitti, guerre e stragi
2017-08-25 14:12:48
Felice che l'obbrobbrio sia scomparso.
2017-08-25 13:32:46
Che c'entrano gli alberi con la stupidità umana? Forse erano alberi fascisti? Certo, adesso è meglio....una distesa di carbone e cenere!
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