Il cuore di Gianluca Mistico morto sulla Terminillese ha ridato la vita a un coetano grazie alla donazione degli organi

Il cuore di Gianluca Mistico morto sulla Terminillese ha ridato la vita a un coetano grazie alla donazione degli organi
di Marco Ferroni
4 Minuti di Lettura
Giovedì 26 Agosto 2021, 00:10

RIETI - Il cuore di Gianluca Mistico già batte nel petto di un coetaneo. E’ trascorsa una settimana dalla morte del 18enne reatino, tragicamente deceduto nell’incidente avvenuto sulla Terminillese la notte dell’11 agosto, ma dal gesto nobile compiuto dai suoi genitori, Anna e Sandro, un altro ragazzo ne ha tratto giovamento e la possibilità di vivere un’esistenza normale. 

La donazione. La storia di Gianluca ricorda molto la trama del film di Will Smith “Sette Anime”, anche se nel caso specifico il sacrificio del giovane reatino non è stato volontario, ma purtroppo causato dal violento impatto dell’autovettura su cui viaggiava (lato passeggeri), alla guida uno dei suoi amici più stretti, col muretto di un’abitazione situata in via Campanelli, parallela della Terminillese, dove purtroppo la Ford Fiesta ha terminato la sua corsa dopo una carambola innescatasi per evitare l’urto con una volpe che in quel momento transitava sulla Terminillese. Sì, perché oltre al cuore, Gianluca Mistico ha potuto donare anche i reni e il fegato, tutti organi vitali, per i quali però al momento non sono stati ancora trovati pazienti compatibili. Non è stato invece possibile espiantare le cornee a causa dei gravissimi danni cerebrali riportati nell’urto, che peraltro sono stati la causa principale del decesso. 

L’ultimo saluto. E a una settimana esatta dalla constatazione del decesso da parte dei medici della Terapia intensiva del de Lellis, questa mattina alle 11 nella chiesa di Madonna del Cuore, Gianluca potrà essere salutato per l’ultima volta dalla famiglia e dai tanti amici d’infanzia, dai compagni di scuola che fino all’ultimo hanno sperato in un miracolo e che non lo hanno lasciato solo un istante, vegliandolo dall’esterno dell’ospedale e anche da chi ne ha condiviso le sue esperienze calcistiche con la Pro Calcio Studentesca prima e la Young Rieti poi, che lo ricordano come un ragazzo buono, altruista, simpatico. Ultimamente Gianluca aveva deciso di lasciare il calcio giocato per intraprendere un’altra esperienza, quella del direttore di gara, tant’è che il giorno del decesso il presidente della sezione Aia di Rieti lo ricordò «con grande dolore e affetto per la prematura scomparsa» dell’ex associato. 

Tragica fatalità. Tornando all’incidente mortale, ad innescarlo - a quanto pare - è stata una volpe selvatica sbucata in mezzo alla strada mentre Gianluca e il suo amico Edoardo, che era alla guida della Ford Fiesta, sopraggiungevano sulla Terminillese poco dopo l’incrocio col supermercato Crai. Nel tentativo di evitare l’impatto con l’animale, l’auto ha preso di striscio una pianta presente a bordo strada innescando una carambola pazzesca dalla quale Edoardo ne è uscito fortunatamente illeso, mentre a pagare il prezzo più alto è stato Gianluca.

L’esposto dei residenti. Nei giorni scorsi i residenti di via Campanelli hanno presentato un esposto per mettere in risalto la pericolosità di un tratto di strada, rettilieno e per lunghi tratti privo di guard-rail. Un tratto privo di barriere in grado di contenere quanto più possibile incidenti come quello dell’11 agosto. Ma dall’intersezione della Terminillese con via Salaria per l’Aquila, fino a Vazia, sono diversi i punti critici di una delle arterie più trafficate della città. E tanti sarebbero gli interventi da fare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA