Il pasticcio dei giardini dell'Esedra, anche il Pd attacca: eseguite procedure da procura della Repubblica

Il pasticcio dei giardini dell'Esedra, anche il Pd attacca: eseguite procedure da procura della Repubblica
di Emanuele Laurenzi
4 Minuti di Lettura
Domenica 4 Luglio 2021, 10:00

RIETI - «Sull’affidamento degli spazi dell’Esedra è stata attivata una procedura amministrativa fantascientifica, che potrebbe meritare l’attenzione della Procura». Si riaccende il dibattito sulla storica area di piazza della Repubblica, con Vincenzo Di Fazio che fa sentire la voce del Pd su una vicenda oscura, denunciata un anno fa da Il Messaggero e sulla quale ora ci sono anche denunce e ricorsi. Le parole del segretario cittadino del Pd arrivano con un ampio comunicato, nel quale si punta il dito sulla «mancanza di correttezza politico istituzionale della destra»: a scatenare la reazione sono stati i festeggiamenti per l’erogazione di 250 mila euro da parte della Regione per il ripristino dell’Esedra di Porta Romana. Successo attribuito al gruppo regionale di Fratelli d’Italia e, in particolare, al consigliere Sergio Pirozzi

«In questi giorni abbiamo letto dichiarazioni gaudenti ed esaltate della destra reatina – dice Di Fazio sulla vicenda - ma nessuna che riportasse la realtà di fatti. I fondi sono stati stanziati dalla giunta Zingaretti, grazie all’interessamento dell’assessore Alessandri, su base di criteri tra i quali non rientrano assolutamente i buoni uffici di Pirozzi e di Fratelli d’Italia». A questo si aggiunge il problema dell’abuso all’interno di un bene storico tutelato. 

Abusi e ricorsi. Nell’estate 2020 il giardino di destra dell’Esedra, ovvero quello che confina con la via Salaria, fu dato in uso a un esercizio privato con la Determinazione 1123. Quell’atto prevedeva una sponsorizzazione dell’area, che implica la manutenzione degli spazi in cambio di semplice pubblicità. Il giardino, che è parte di un bene storico artistico, è stato invece tolto dalla disponibilità pubblica diventato una pertinenza del negozio. Le proteste sono state molte, ma sono cadute nel vuoto. Contro la “sponsorizzazione” si sono mossi comitati e singoli cittadini e sarebbe stato affidato un ricorso ad un legale che, in queste ore, ha avviato una nuova procedura di accesso agli atti. 
Nelle scorse settimane, inoltre, ci sono stati sopralluoghi dei vigili urbani ed è stata inviata una segnalazione anche alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio competente a Rieti. Una procedura che, come scrive anche Di Fazio «oltre a rischiare di far perdere il contributo sta facendo fare una figura non brillante al privato che con tanta buona volontà e con risorse proprie ha ridato dignità a un luogo abbandonato da decenni dalle giunte Cicchetti» 

La nota dei democrat. In questo quadro è arrivata la nota del Pd reatino firmata da Di Fazio che, prima di parlare dell’abuso in questione, ha puntato il dito sul comportamento della destra reatina, definendo «evidente la mancanza di correttezza politico istituzionale». Il segretario reatino ha aggiunto: «Siamo davanti all’ennesimo tentativo della destra reatina di coprire il vuoto amministrativo in cui sta affogando la nostra città e lo fa anche ipocritamente: un giorno afferma che i soldi pubblici sono di tutti i cittadini e non è elegante rivendicare meriti del loro stanziamento dei fondi, mentre il giorno dopo con tanto di grancassa e scimmie urlanti ne rivendicano uno per il quale non hanno meriti. Un quadro desolante che i nostri amministratori sono riusciti a trasformare in una tragicommedia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA