Coronavirus: ogni reatino perderà oltre mille e 200 euro quest'anno per colpa della pandemia

Coronavirus: ogni reatino perderà oltre mille e 200 euro quest'anno per colpa della pandemia
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Domenica 8 Novembre 2020, 00:10

RIETI - Causa covid quest’anno ogni reatino perderà in media 1.244 euro: il 7,5 per cento del suo reddito. Passando così dai 16.646 del 2019 ai 15.402 di quest’anno. Non poco, visto che sono soldi che in genere sono utilizzati per pagare bollette, assicurazioni e cosi via. Rieti è al 99esimo posto - su 107 - in questa classifica elaborata dall’ufficio della Cgia di Mestre, che ha stimato la contrazione del valore aggiunto per abitante a livello provinciale. E basti pensare che ogni italiano perderà in media quasi 2.500 euro (precisamente 2.484), con punte di 3.456 euro a Firenze, di 3.603 a Bologna, di 3.645 a Modena, di 4.058 a Bolzano e addirittura di 5.575 euro a Milano.

Gli artigiani mestrini hanno analizzato poi la caduta del Pil (Prodotto interno lordo) su base regionale. Secondo quest’indicatore macroeconomico, il Lazio subirà una riduzione del 8,5 per cento, tornando così al 1999. A livello di ricchezza retrocederà di ben 21 anni, allineandosi alla media italiana che è di 22 anni. Dati drammatici che dimostrano come la pandemia abbia fatto sentire i suoi effetti sulla vita anche delle famiglie reatine. Ma c’è chi ha sofferto di più di questa crisi economica-sanitaria: Molise, Campania e Calabria torneranno allo stesso livello di Pil reale conseguito nel 1988 (32 anni fa) e la Sicilia addirittura a quello del 1986 (34 anni orsono).

La Cgia tiene a precisare che i dati emersi in questa elaborazione sono sottostimati. Aggiornati al 13 ottobre scorso, non tengono conto degli effetti economici negativi che deriveranno dagli ultimi Dpcm che sono stati introdotti in queste ultime due settimane. Altresì, precisano che in questa elaborazione la previsione della caduta del Pil nazionale dovrebbe sfiorare quest’anno il 10 per cento, un punto in più rispetto alle previsioni comunicate il mese scorso dal Governo attraverso la Nota di aggiornamento del documento di Economia e finanza. «Con meno soldi in tasca, più disoccupati e tante attività che entro la fine dell’anno chiuderanno – dice il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo – rischiamo che la gravissima difficoltà economica che stiamo vivendo sfoci in una pericolosa crisi sociale».

E infine lancia l’allarme: «C’è il pericolo che le organizzazioni criminali di stampo mafioso cavalchino questo disagio. Tutto ciò va assolutamente evitato, sostenendo con contributi a fondo perduto non solo le attività che saranno costrette a chiudere per decreto, ma anche quelle artigianali e commerciali».

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